martedì 6 dicembre 2016

#SEMEPI: Intervista all'editrice Francesca Costantino, Astro Edizioni


Oggi sul Pozzo ospitiamo di nuovo l'iniziativa di #SEMEPI, che consiste nel sostenere le piccole case editrici... intervistando direttamente gli editori!
Ve ne ho parlato QUI e potete trovate maggiori informazioni cliccando sull'immagine in alto nella colonna di destra.
Vediamo quale Casa Editrice conosceremo oggi!




La Casa Editrice

La Mi presento, sono Francesca Costantino, direttore editoriale e proprietaria della casa editrice “Astro edizioni”, per me un faro di luce per l’umanità.
Voglio che la mia casa editrice sia un punto di riferimento per autori, colleghi editori, comunicatori di professione, giornalisti e personaggi pubblici per comunicare in modo costruttivo, “verso”.
Voglio che Astro edizioni diventi un sistema diffuso e contagioso di fare cultura in modo sano, cambiando il modo di pensare per l’evoluzione dell’umanità.
Per questo, pubblico libri che contengano storie di vita esemplari, libri per ragazzi e fantasy/fantascienza anche per adulti, perché penso che la fantasia possa essere metafora della vita, da prendere con divertimento. Pubblico anche manualistica pratica, utile nel quotidiano e tutto ciò che mi colpisce non solo a livello stilistico, ma anche nei contenuti/messaggi.

Per me è importante, per Essere.
Astro chi legge!


CONTATTI UTILISito: Astro Edizioni
Gruppo Facebook: Astro Edizioni (Gruppo)
E-mail: astroedizionisrls@lamiapec.it

Diamo il benvenuto a Francesca Costantino, l'editrice di Astro Edizioni.
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?
Un sogno, direi più una VISIONE, di creare qualcosa che “brillasse” come un astro e indicasse la via, come un faro di luce. E questo per sostenere sia autori emergenti, sia case editrici piccole che da sole sparirebbero. Il logo è un sole stilizzato, con ingranaggi steampunk, con dodici raggi, che sono i livelli di evoluzione dell’essere umano.

Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?
Soprattutto di fantasy in tutte le sue connotazioni: classico, fantascienza, distopico, horror, dark, romance, urban e chi più ne ha, più ne metta! Ho anche libri fantasy per bambini, parodie di grandi classici, libri di narrativa (che sono soprattutto storie vere e racconti di viaggio), manualistica pratica con consigli ad esempio di cucina; sto ampliando il catalogo anche a gialli classici e thriller, sempre con elementi “strani e visionari”.

Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta?
Entrambi. Sto aprendo all’horror Made in USA, alla narrativa olandese e francese. Poco importa da dove venga l’autore, purché abbia una buona penna e, soprattutto, un messaggio nascosto tra le righe del suo romanzo, un’idea che vada oltre le pagine.

Pubblicate cartacei o ebook?
Entrambi, ed entrambi con distribuzione nazionale.

Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro? 
Resa del prodotto (editing tecnico professionale, impaginazione e grafica di livello, carta e copertine di alta qualità, illustrazioni a opera di artisti anche di fama), cura del dettaglio, promozione in fiera con stand colorati e ben visibili.

Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice? 
Nazionale (LibroCo, Fastbook, IBS, Amazon) e internazionale (Street LIB/Narcissus; Create Space per spedizioni all’estero).

Siamo già giunti all'ultima domanda! Prima di salutarci un'ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione? 
Secondo me, oltre all’intuito (sia per i testi sia per le persone con cui si lavora), anche e soprattutto la volontà di “fare rete” con altre realtà: per me la concorrenza non esiste, c’è solo il rispetto per gli altri e l’amore per i libri, che può spingere solo ad aiutarci a vicenda tra autori, editori, distributori, librai e media. Un autore deve possedere abilità di linguaggio sia in italiano sia nel saper trasferire quel che sente e prova. Essenziale poi che abbia voglia di “metterci la faccia”, proporsi dal vivo e anche attraverso i social network. Il lavoro congiunto tra autore ed editore è essenziale!

Grazie mille a Francesca Costantino per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità.


Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo dell'Astro Edizioni.
Mi raccomando, passate a trovarci!


Yvaine

venerdì 25 novembre 2016

Storia e Memoria: 25 novembre, contro la violenza sulle donne: le sorelle Mirabal

Storia e Memoria è una rubrica in cui vi parlo di un evento storico oppure di una ricorrenza, per tenere viva la memoria e la curiosità.


Il 25 novembre, come saprete, è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
In genere faccio pochi post che riguardano l'attualità o le ricorrenze, ma questo mi è sembrato di doverlo scrivere.
Prima, però, una brevissima digressione.

Per un esame della sessione estiva ho dovuto leggere La festa del caprone di Mario Vargas Llosa, dove l'autore racconta la dittatura della Repubblica Dominicana che durò oltre trenta anni.
E' in queste pagine che ho sopperito alla mia ignoranza e ho scoperto perché è stata scelta questa data. E' di questo che vi parlerò brevemente.

Il 25 novembre 1960 morirono tre delle sorelle Mirabal, Patria, Minerva e Maria. Avevano combattuto il regime di Trujillo partecipando attivamente al Movimento 14 giugno che raccoglieva gli oppositori del governo. 
Nel 1960 il movimento venne scoperto dal SIM (Servizio di Intelligenza Militare) e alcuni dei membri furono arrestati, tra cui le sorelle e i rispettivi mariti
Dopo un periodo di prigionia, le Mirabal vennero rilasciate, ma il 25 novembre, mentre stavano andando a trovare i mariti, la loro auto venne intercettata e le tre donne e l'autista vennero uccisi a bastonate. I corpi furono messi nel veicolo, che spinsero poi giù da un dirupo e simularono così l'incidente.


Questa è la storia nuda e cruda di come le tre sorelle furono assassinate. Anche nel libro il loro punto di vista non viene mai trattato troppo da vicino, ma vi assicuro che mi ha fatto molto effetto.
Le Mirabal, di cui la più giovane aveva 25 anni, qualcuno più di me, mi hanno toccato il cuore. Hanno saputo combattere per quello in cui credevano, seppure con innumerevoli rischi, hanno affrontato la vita con coraggio, in epoca e in un paese in cui contava solo la parola della dittatura, e quella delle donne ancora meno di quella degli altri. 
Sono state uccise per motivi politici, non sono state le uniche, e le atrocità del governo Trujillo sono state innumerevoli, ma la violenza, che sia sulle donne o su qualsiasi essere vivente, non è mai giustificata.
Con questo post volevo riportare semplicemente alla memoria la storia di queste tre donne che hanno contribuito a cambiare le sorti della Repubblica Dominicana, che mi hanno colpita, ispirata e che porterò sempre nel cuore. Leggere un romanzo che toccasse la loro vicenda, anche se non in modo centrale, me le ha rese più vicine di quanto possa fare un libro di storia.

Statua commemorativa 
Non so se voi conoscevate questa storia, ma ho voluto comunque dedicare uno spazio sul blog a queste tre donne e dare un piccolo spazio alla storia di un paese di cui si parla troppo poco.


martedì 15 novembre 2016

#Pisa Book Festival: intervista ad Alessio Del Debbio

Come anticipato qui, ho avuto il piacere di incontrare Alessio Del Debbio e ne ho approfittato per intervistarlo, con la partecipazione speciale di Chiara, la mia coinquilina.
Per me è stata una conversazione stimolante, così come quella con Giordana Gradara. Curiosi di sapere cosa ci siamo detti? Allora non vi resta che leggere.

pbf-alessio-del-debbio-semepi

Dalla tua biografia emerge la tua passione per il fantasy, eppure tra le tue pubblicazioni questo genere manca, a parte un racconto inserito nell'antologia Dreamscapes. Come mai non ti sei cimentato nella scrittura di un romanzo fantasy?
In realtà mi sono cimentato: ho scritto L’ora del diavolo, un’antologia di racconti fantastici ispirati a leggende lucchesi e delle Alpi Apuane, quindi sono tutte storie un po’ fantastiche, un po’ di terrore ambientate nella zona di Viareggio, Lucca, Alpi Apuane, Garfagnana, e legate al folklore locale. In più dal prossimo anno, forse a giugno, uscirà il mio primo romanzo Urban Fantasy ispirato alla mitologia nordica e avrà protagonisti gli úlfheðnar di Odino, cioè questi uomini lupo che vivono sulle montagne della Garfagnana. Sarà l’inizio di una trilogia.
Come si è rivelata finora la tua esperienza con l’associazione Scrittori Emergenti Uniti?
Molto positiva, anche perché come autori emergenti, da soli, è effettivamente molto difficile farsi notare, serve veramente tanto lavoro di relazioni, oltre che scrivere un buon libro, ma anche a livello promozionale è difficile farsi notare. Quindi mettersi insieme, essere un gruppo di autori che magari si sostiene a vicenda è positivo, aiuta umanamente ma anche professionalmente. Ben vengano questi gruppi di gente che ha voglia di fare.
La tua zona ti sostiene e ti valorizza in qualche modo?
Non molto, purtroppo. A Viareggio abbiamo un caffè letterario aperto da poco, molto carino, dove ogni tanto ho fatto un paio di eventi, ho presentato il mio libro e i libri di altri amici scrittori, però per il resto non c’è molto. Solo d’estate c’è un po’ di giro grazie al turismo, in passeggiata e in zona mare, quindi si possono organizzare aperitivi letterari, però purtroppo non è una cosa così diffusa.

Ma c’è partecipazione a questi eventi? 
Purtroppo limitata, non c’è molto interesse.

lunedì 14 novembre 2016

#Pisa Book Festival: intervista a Giordana Gradara

Come anticipato qui, ho avuto il piacere di incontrare Giordana Gradara con cui ho scambiato quattro chiacchiere. 
Per chi non lo sapesse, è stata la prima editrice che ho intervistato per SEMEPI
Vi siete persi l'intervista? 
Molto male, ma potete sempre recuperarla qui: Intervista Plesio Editore.
Dopo questa breve introduzione veniamo subito a noi, ché ci sono tante cose interessanti da leggere!
PBF Giordana Gradara SEMEPI.jpg

È la prima volta che venite al Pisa Book Festival? 
Sì, è il primo anno che partecipiamo a questa manifestazione. Ne abbiamo sempre sentito parlare bene e la nostra posizione geografica ci pone a metà fra Pisa e Chiari, in provincia di Brescia. Fino all’anno scorso entrambe le città ospitavano due manifestazioni dedicate alla microeditoria, Chiari ci era più comoda, quindi abbiamo sempre preferito l’altra location. Quest’anno finalmente hanno capito che potevano anche essere fatte in due date diverse, quindi l’altra settimana eravamo al Festival della MicroEditoria di Chiari e oggi siamo qui.

Ho visto appunto che partecipate a molte fiere: avete riscontrato qualche differenza per quanto riguarda il pubblico delle varie manifestazioni? 
Una fiera è assolutamente diversa dall’altra, e la stessa fiera, di anno in anno, non presenta lo stesso tipo di pubblico, è sempre una scoperta nuova. In linea di massima posso dire che ho trovato delle differenze come preferenza di un genere piuttosto che di un altro tra le varie regioni, ma cose comunque molto aleatorie. Possono anche essere smentite al prossimo incontro.

Più o meno qual è la tendenza delle varie regioni? 
Ho visto che ultimamente c’è stata un’ondata di Urban Fantasy associato al Paranormal Romance,anche se sono due cose diverse, soprattutto per quel che riguarda il sud Italia, fino a Roma, mentre al nord persiste ancora, abbastanza forte, l’amore per il fantasy classico. È una cosa in linea ovviamente generica.

Qual è il panorama delle case editrici italiane? Quanto è difficile aprire una nuova realtà editoriale e mantenerla, oggi? Si può o spesso rimane solo un sogno? 
Il panorama è abbastanza grigio. I lettori sono sempre di meno, i libri sempre di più. Diciamo che sopravvive chi trova la sua nicchia di mercato e fa di tutto per non deluderla. I guadagni son risicati, ma tutto dipende dalle aspettative, e dall’investimento iniziale. Tra l’altro è complicato risponderti, perché ci sono pubblicazioni più facili da vendere e altre più complesse. Diciamo che comunque stiamo parlando di una bella sfida.

E il panorama del fantasy in Italia? Spesso come genere viene screditato, ma poi col boom di Game of Thrones, per dirne una, sembra essersi creato un fenomeno che attira molti fan, dando forse un nuovo futuro al genere. E’ un’impressione o c’è davvero una ripresa? E’ la mentalità dei lettori che deve cambiare o qualcosa anche nel tipo di trame proposte? 
Non so se sia cambiato qualcosa. Si diceva lo stesso del fenomeno Signore degli Anelli. Credo che sia un genere che goda di interesse ciclico. In realtà la nostra forza è attirare sia il lettore occasionale, magari attratto proprio dallo spopolare del momento, che quello già esperto e navigato del mondo della fiction. Non penso che debba essere il lettore a cambiare. Noi costruiamo un prodotto per lui, è più logico che siano gli autori e gli editori a muoversi secondo i suoi desideri. Certo, se poi vogliamo parlare di cultura del fantastico (o della lettura in genere), questo è un altro paio di maniche.

Veniamo alle spine! Nel dibattito Torino-Milano come si inserisce una casa editrice indipendente come la vostra? 
La nostra casa editrice spalleggia Torino, anche perché, per come si sta ponendo tutta la questione, Torino punterà effettivamente sulla qualità. Anzi, i tanti difetti che ha avuto fino allo scorso anno il Salone di Torino, come ospitare alcuni editori dalle politiche non troppo etiche, verranno eliminate, mentre la fiera di Milano è ancora prettamente commerciale. Consideriamo che quest’ultima viene spalleggiata dall’Associazione Italiana Editori, la quale è composta prevalentemente dai grandi marchi. Piccolo aneddoto: quando noi abbiamo fatto richiesta d’iscrizione all’AIE alcuni anni fa, perché per fare scolastica devi essere forzatamente iscritto, non ci hanno mai risposto.

Sì, ho visto che molti hanno lasciato all’AIE. 
Molti editori sono usciti dall’Associazione Italiana Editori, tra l’altro ne è stata aperta un’altra che è l’associazione Amici del Salone del Libro di Torino, che ovviamente spalleggerà il Salone. Non abbiamo ancora visionato il regolamento della nuova associazione, quindi non so se aderiremo o meno, però come fiera ci sta piacendo molto di più l’impostazione che ha Torino, e mi è piaciuta anche molto la risposta, che ho visto in maniera parziale, dei torinesi. Tra i miei autori tre sono torinesi e sono tutti e tre inviperiti. Secondo me la città di Torino reagirà benissimo, questo sarà il Salone che veramente cambierà la direzione e lo rinnoverà. Dato che il personale del Salone di Torino dello scorso anno ora lavora alla fiera di Milano, quest’anno avremo a che fare con persone che al Salone lavoravano nel retrobottega, senza aver modo di far valere le loro idee, che secondo me invece sono molto valide. Lo scorso anno avevamo a che fare con il personale del Salone del Libro di Torino che bellamente quest’anno lavora per il Salone di Milano il che, secondo me, è molto positivo perché ha dato modo di svecchiarsi relativamente, perché quest’anno abbiamo a che fare con alcune persone che l’anno scorso lavoravano diciamo nel retrobottega e non avevano modo di far valere le loro idee, che secondo me invece sono molto valide. Quelli con cui ho avuto a che fare fino a questo momento sono tutti molto giovani, hanno idee innovative e sono molto motivati.

Ho visto anche che, finalmente, hanno fatto degli sconti per gli stand. 
Finalmente c’è un’associazione del libro con annessa fiera che si mostra aperta o comunque disponibile verso la piccola editoria. Non potevano fare diversamente: se la grande editoria va a Milano è logico che qualcuno devono riuscire a farlo rimanere, e per farlo devono offrire degli stand vantaggiosi. Una cosa molto bella che hanno fatto è stato collaborare col Politecnico, non so se questo si sa. Quest’anno tutta la manifestazione non sarà più disegnata con i soliti stand lineari, ma verranno progettati, almeno per quelli per cui la progettazione verrà effettivamente affidata al Politecnico, degli stand open space.

Spesso un lettore preferisce acquistare i libri su Amazon o simili piuttosto che in libreria. Questo come influisce sulla casa editrice e sulle vendite? È importante richiedere un vostro titolo in libreria, vi consente più visibilità o non c’è alcuna differenza? 
La situazione ideale per noi si ha o con la vendita diretta in fiera o sul sito, così abbiamo anche il rapporto diretto con il lettore soprattutto, c’è modo di conoscersi, di tastare il polso, vedere che cosa piace e che cosa viene richiesto o no. Diversamente i nostri libri sono tutti ordinabili tranquillamente per quel che riguarda il discorso online, relativamente per quel che riguarda il discorso librerie. Che un libro venga venduto da IBS, da Amazon o dalla libreria sotto casa per noi è uguale perché il nostro distributore è sempre lo stesso, per l’uno e per l’altro canale. E’ logico che avere una libreria disponibile a ordinare un nostro titolo, per noi è un vantaggio. I nostri titoli sono distribuiti da Libro Co che è un distributore toscano, ma si occupa di distribuzione a livello nazionale ed è anche partner FastBook. Quindi sono ordinabili in tutte le catene IBS, Ubik senza problemi e in realtà da qualsiasi libraio indipendente. Poi prendiamo accordi anche direttamente con le librerie, laddove ci fossero delle librerie disponibili, ma questo di solito succede solamente quando si ha una libreria di genere, come la Miskatonic di Reggio Emilia o un’altra che ha aperto da poco a Torino.

Mi chiedevo: se c’è richiesta di quel dato libro, il libraio è portato a tenere qualche copia in negozio. 
A livello teorico sì, a livello pratico generalmente il libraio ordina semplicemente quella che gli viene chiesta e poi forse, ma… (Insomma, abbiamo capito che non va proprio così!)

Una pubblicazione digitale può risolvere in parte il problema? Forse attira più lettori, anche fra chi guarda con scetticismo verso realtà più piccole, per i bassi costi degli ebook. E, a questo proposito, perché esiste così tanto divario tra i prezzi degli ebook di un grande marchio e quelli di una casa editrice minore? Su cosa si basa il prezzo di un ebook? 
Sfortunatamente la piccola/media editoria, con i suoni numeri e la sua distribuzione, non può permettersi di ridurre il prezzo di copertina ai livelli dei grossi editori, che di solito tra l’altro posseggono anche direttamente gli stabilimenti tipografici, l’azienda di distribuzione e –spesso- la rivendita, potendosi permettere così di abbattere i costi. Non ho la presunzione di sapere il perché i grandi marchi continuino a mantenere alto il prezzo degli ebook, posso solo avanzare delle ipotesi. In un mercato in crisi, dove per noi piccoli il digitale rappresenta una grossa opportunità, per il grande editore rappresenta invece un campo in cui il suo – passami il termine- monopolio di distribuzione viene sensibilmente ridotto. È vero che anche nel digitale il grosso marchio ha una visibilità cento volte superiore alla nostra, ma è altrettanto vero che comunque chiunque cerchi un nostro ebook è in grado di trovarlo e non si trova di certo di fronte alle problematiche classiche di chi ordina un titolo di un piccolo editore in una qualsiasi libreria (problematiche tra l’altro presenti spesso anche quando si parla di libri distribuiti comunque da un distributore nazionale). In sostanza, penso che per i grandi gruppi il digitale rappresenti il pericolo di allargare il mercato a concorrenti se non pericolosi presi singolarmente, sicuramente spaventosi considerati nel loro insieme. Del resto, uniti, gli editori medi e piccoli rappresentano oltre l’80% del totale (indagine ISTAT sulla produzione libraria del 2015). Per concludere, credo che la politica del prezzo alto dell’ebook utilizzata dalla grande editoria trovi la sua ragion d’essere proprio nel tentativo di sabotaggio del mercato digitale. Impossibile, credo, ma di certo anche se si trattasse di una mossa incapace di arrestare questo fenomeno, di sicuro si tratta di una strategia idonea a rallentarlo.

Grazie mille della disponibilità. 
Grazie a te e buon proseguimento.


Spero che vi sia piaciuta e che l'abbiate trovata interessante!
A domani per la prossima intervista! 

domenica 13 novembre 2016

Pisa Book Festival 2016



Quest'anno non mi faccio mancare nulla: dopo il Salone di Torino, una toccata e fuga al Bordighera Book Festival e il Lucca Comics, sono approdata anche al Pisa Book Festival, in veste di amministratrice di SEMEPI (se non sapete di cosa si tratta cliccate QUI), accompagnata da Chiara, la mia coinquilina.
Yvaine, ma non avrai coprato troppi libri quest'anno?, direte voi. 
E c'avete pure ragione.
Infatti non sono andata lì per fare acquisti, bensì per intervistare e, ovviamente, per assistere ad alcuni incontri molto interessanti.



Col sostegno morale di Chiara e facendomi reggere una penna utile solo a fare scena, ho intervistato dal vivo Giordana Gradara, editrice della Plesio Editore, e ho conosciuto due autori, Federico Al Galdi e Marco D. Dollera, che mi hanno incuriosita, ma, mannaggia al portafoglio, non ho potuto acquistare i loro libri. 
Qualche stand più in là abbiamo fatto due chiacchiere con Alessio Del Debbio che ci ha presentato anche la fondatrice dell'associazione SEU - Scrittori Emergenti Uniti. Al loro stand abbiamo avuto il piacere di conoscere Valentina Bellucci, che forse alcuni di voi avranno già sentito nominare. Insieme abbiamo parlato di libri, autori, editori e ci siamo lasciate con la promessa di organizzare qualcosa.

Venendo invece agli incontri proposti dal programma di sabato pomeriggio, ve lo devo confessare, ho conosciuto quelli che diventeranno i miei mariti. Perché se esiste la poligamia non vedo perché non debba esistere la poliandria.
Il primo è sicuramente Björn Larsson, i cui libri sono tradotti e pubblicati da Iperborea.
Innanzi tutto diciamolo:  Björn parla italiano.
Ha parlato del mare nella letteratura, di quelli che per lui sono romanzi sul mare, di quanto questo elemento abbia influenzato la sua vita e i suoi libri.
Il secondo è Chen Jiang Hong, un artista cinese trasferitosi in Francia: scrive e illustra libri per bambini, raccontando la storia e le tradizioni della Cina.
E allora, mi dispiace mamma e papà per aver speso i vostri soldi, ma ho ceduto. Ho ceduto alla tigre cinese e ho comprato. Sì, ho comprato un libro di quest'uomo e me lo sono fatto autografare con tanto di disegno bellissimo realizzato con pennello e china. Perché quando mi ricapitava più? 
Vi dico solo che al bambino davanti a me gli ha fatto il ritratto, disegnando persino il cappellino che aveva in testa!
Tra tutti i suoi titoli pubblicati in Italia ho deciso di prendere Sann perché mi ha ricordato vagamente uno dei personaggi della storia che sto cercando di portare a termine.



Nei prossimi giorni troverete dettagliatamente il resoconto completo di tutte queste belle esperienze, sia qui sia sul blog relativo a SEMEPI. Devo solo trovare il tempo di riascoltare le registrazioni.

E mi raccomando: partecipate alle fiere e spendete bene i vostri soldi. Si incontrano un sacco di persone che condividono i nostri interessi e trovate delle occasioni che proprio non potete permettervi di perdere.

martedì 8 novembre 2016

Il Cappello Parlante Book Tag



Oggi vi propongo un Book Tag ideato da me, a tema Harry Potter! Ho deciso di chiamarlo, come avrete notato, Il Cappello Parlante perché andremo a smistare i personaggi dei libri nelle quattro Case di Hogwarts!





Grifondoro: un personaggio coraggioso.
Ebba Rose, del libro La figlia del Nord, sarebbe indubbiamente una Grifondoro. Caparbia e coraggiosa, quando la sua famiglia si trova in ristrettezze economiche e un orso parlante si propone di risolvere i loro problemi a patto che possa portare Rose via con sé, lei accetta senza riserve. E non è l'unica prova in cui dimostrerà la sua forza d'animo e di carattere. Fino all'ultima pagina combatterà per avere il suo lieto fine.

Corvonero: un personaggio saggio.
No, non potete rispondere "Hermione Granger" e non lo farò nemmeno io u.u
Rispondo con Merlino de La grotta di cristallo di Mary Stewart. Più che saggio direi che è furbo, intelligente e sa come sfruttare le situazioni a suo favore. Inutile dire che in questo è aiutato anche da un pizzico di magia, ma, ehi, siamo ad Hogwarts, no? 


Tassorosso: un personaggio altruista.
Il primo che mi è venuto in mente è Erek Greystone, uno dei personaggi di Albion di Bianca Marconero. Erek è il ragazzo letterario più altruista che io conosca: è sempre pronto ad aiutare chi si trova in difficoltà, anche a costo di mettere a repentaglio la sua stessa incolumità. Guai però a tradire la sua fiducia!

Serpeverde: un personaggio ambizioso.
Se John Reckless fosse andato a Hogwarts il cappello parlante l'avrebbe di sicuro assegnato a Serpeverde.
Non penso di aver mai conosciuto un personaggio di carta più ambizioso di lui, disposto a compiere scelte discutibili pur di ottenere la fama.






Spero che questo giochino vi sia piaciuto tanto quanto ha me è piaciuto farlo! Se volete potete riproporlo anche sui vostri blog, fatemi sapere le vostre risposte!

domenica 6 novembre 2016

Weekly News #6 - 2016



Weekly News è una rubrica con cadenza settimanale di domenicain cui riassumerò in quattro brevi punti la mia settimana:
  • Il libro della settimana: il libro che ho trovato più interessante, che ho letto, recensito o che ho semplicemente scoperto.
  • Il personaggio della settimana: il personaggio che in questi sette giorni ho sentito vicino, che mi ha ispirato, scelto tra libri, manga, anime e quant'altro.
  • La notizia della settimana: qualcosa che mi è accaduto durante la settimana e che ritengo più importante.
  • La citazione della settimana.
  • La canzone della settimana.
Il libro della settimana me l'ha regalato Angharad per il mio compleanno: Regina di Fiori e Radici di Laura MacLem. Ce l'ho in lettura da un po', ormai, anche se ho avuto poco tempo da dedicargli, prò mi sta piacendo moltissimo! E' ambientato nell'antica Grecia, i protagonisti sono le divinità dell'Olimpo, in particolare Persefone. Sono ormai tre anni che non studio greco, mi manca moltissimo, e questo libro è per me come tornare un po' alle origini, alle atmosfere e ai miti che mi hanno affascinata fin da bambina.



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