martedì 23 agosto 2016

Recensione Trilogia delle Gemme Red, Blue, Green di Kerstin Gier

Finalmente sono riuscita a recensirvi questa trilogia! L'avevo già letta anni fa, quando il blog era in pausa, ma non ho mai trovato l'ispirazione per parlarvene. Ultimamente mi sono dedicata alla rilettura, perciò vi lascio le mie impressioni, uguali oggi come allora. Di seguito vi lascio i dettagli e la trama del primo libro.


Trama

Titolo: Red
Autore: Kerstin Gier
Pagine: 329
Editore: Tea
Prezzo: 11.00 €
Ebook: 4,99 €

Serie: 1. Red
2. Blue

3. Green

Per l'amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all'altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l'aiuto dell'inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all'altezza del nome dei Montrose. E poi c'è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l'umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante... Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo...




Ritengo che la trilogia di Kerstin Gier sia un toccasana per i nervi e per i momenti no. Entrambe le volte in cui mi sono ritrovata a leggere questa storia, infatti, avevo un estremo bisogno di staccare il cervello, rilassarmi e godermi una bella avventura.
Probabilmente alcuni di voi avranno visto i film, perciò non mi dilungherò molto sulla trama.
Abbiamo viaggi nel tempo, una storia d'amore e misteri, tanti misteri. 
Gwendolyn ha una famiglia molto stravagante: una nonna severa e algida, una zia insopportabile, una una prozia che ha strane visioni e una cugina che ha ereditato il gene dei viaggiatori nel tempo. La sua vita trascorre tranquilla in questa anormalità, finché non scopre di aver sfortunatamente ereditato lei quel dono. Spera tanto che sia tutto un malinteso, soprattutto dopo aver fatto la conoscenza dell'arrogante Gideon de Villiers, l'altro geneportatore, eppure sembra che spetti proprio a loro completare il cronografo con una goccia di sangue dei dodici prescelti, svelare il segreto della profezia del Conte di Saint Germain e scoprire perché i loro predecessori, Lucy e Paul, hanno cercato di impedire che il cerchio si chiudesse.
Promete bene, ma bisogna pur dire che incorriamo in un paio di cliché e di sviluppi prevedibili, soprattutto per i numerosi ed evidenti indizi disseminati tra le pagine. Tuttavia il gusto delle lettura non è stato rovinato, grazie alla briosità e alla simpatia del narratore, la stessa protagonista, e dei personaggi e per la velocità con cui si susseguono gli eventi.
La storia infatti procede con un ritmo serrato, senza lasciare il tempo al lettore di metabolizzare ciò che accade, ma permettendo di ultimare la lettura in un baleno. Questa però può essere un arma a doppio taglio: se da un lato è un pregio, dall'altro si rischia di mettere troppa carne al fuoco, di creare un po' di confusione, ed è quello che succede in tutti e tre i libri. Da lettrice mi sono sentita un po' frastornata da tutte le informazioni e gli avvenimenti: si riesce a tenere il passo, ma ne succede una dietro l'altra, l'adrenalina cresce, il mistero si infittisce e tu non vedi l'ora di saperne di più.
La vera pecca, qui, sta nel fatto che sembra impossibile che tutte queste cose possano avvenire nel giro di due, tre settimane. Sappiamo che il Conte di Saint Germain vuole che si rispettino suoi tempi e le sue istruzioni, ma sembra improbabile che questi poveri ragazzi trovino il tempo di andare a scuola, studiare, trasmigrare indietro nel tempo per circa quattro ore al giorno, più un sacco di altre cose. O hanno anche una giratempo o vanno avanti con iniezioni endovena di caffeina e chissà cos'altro. 
Parlando di pregi, si vede che Kerstin Gier si è impegnata per far sì che tutti i dettagli si incastrino tra loro, e non è certo facile tenere a mente intrighi e coincidenze con tutti i viaggi nel tempo!
Per quanto riguarda i personaggi, abbiamo un cast stravagante, ma non potrebbe essere diversamente, con una trama così.
Gwendolyn l'ho trovata una protagonista combina guai e simpatica con cui condividere gioie e delusioni. Ha un po' la lacrima facile, ma nel corso dei tre libri la sua vita sarà sconvolta continuamente perciò sono stata tollerante con lei. L'unica cosa che non mi ha convinto tanto è il fatto che l'autrice l'abbia resa un po' troppo ingenua: a volte ha delle buone intuizioni, ma spesso ha bisogno dell'intervento della sua migliore amica Leslie e questo secondo me la penalizza un po'.
Gideon de Villiers invece è il ragazzo perfetto, se non fosse per il fatto che tende ad essere presuntuoso e arrogante, tuttavia trovo che sia diverso dai personaggi maschili che ultimamente popolano i libri per ragazzi. Sa come rendersi odioso, ma vi assicuro che sa anche come farsi perdonare, di più non posso dire.
Merita di essere menzionato anche Xemerius, il piccolo demone doccione che riempie le pagine di battute divertenti.
Lo stile, infine, rispecchia quello che ho detto finora: è una scrittura scorrevole e semplice, forse troppo, senza elementi distintivi, mancano descrizioni un po' più approfondite.
A parte questi difetti, mi sento di consigliarvi questa trilogia se avete bisogno di qualcosa di leggero e spensierato, senza troppe pretese, ma che sappia regalarvi un sorriso e un po' di mistero, oppure per regarla a ragazzi dai 12/14 anni in su.



Voi l'avete letto?

Yvaine

domenica 21 agosto 2016

Weekly News #2 - 2016



Weekly News è una rubrica con cadenza settimanale di domenicain cui riassumerò in quattro brevi punti la mia settimana:
  • Il libro della settimana: il libro che ho trovato più interessante, che ho letto, recensito o che ho semplicemente scoperto.
  • Il personaggio della settimana: il personaggio che in questi sette giorni ho sentito vicino, che mi ha ispirato, scelto tra libri, manga, anime e quant'altro.
  • La notizia della settimana: qualcosa che mi è accaduto durante la settimana e che ritengo più importante.
  • La citazione della settimana.
  • La canzone della settimana.
Il libro della settimana è lo spinoff di Albion, Il principe spezzato di Bianca Marconero. L'ho atteso così tanto che non mi sembra vero di averlo finalmente iniziato! Spero di potervi far sapere presto che cosa ne penso, ma di sicuro mi piacerà, come ogni cosa uscita dalla penna di questa autrice che ammiro molto.


Il personaggio della settimana è piuttosto complicato, dato che in questi giorni ho sfoggiato una carrellata di caricature di personaggi, uno più improbabile dell'altro. Facciamo che riassumo tutto in questo video, precisando che sono sia Merlino che il lupo. Per sapere perché leggete più avanti.


La notizia della settimana è che sono stata in un posto magico e bellissimo, e qui mi ricollego col punto sopra. Sono andata in montagna, più precisamente al Passo della Mezzaluna, passando attraverso boschi e prati. Il percorso non era molto difficile, ma per una a cui Fauna, Flora e Serenella si sono dimenticate di fare dono dell'agilità, e non essendo abituata, devo dire che me la sono cavata abbastanza bene. A parte quando sono scivolata aggrappandomi allo zaino di mia sorella. A parte molte qualche storta, pur non essendomi fatta niente. A parte il fiatone da vecchia bacucca.
Descrivervi il posto non si può davvero, perciò lascio spazio a qualche foto.




Un corvo! *_*


La citazione della settimana la prendo da un libro che mi è piaciuto molto e che mi è venuto in mente quando passeggiavo nel bosco e vedendo i corvi.
«Cosa vuoi da me?»«Non voglio niente, umano. Come ti ho detto, mi interessi. Una volta ti ho chiesto cosa volevi e tu mi hai detto: la gloria. Ora l'hai avuta. Ti è piaciuta?»«Io penso che tu sia malvagia»  disse lui. «Non voglio più avere nulla a che fare con te.»La Morrigu sorrise. «Io sono al di là del male, bambino. Il male è una piccola e insignificante creatura dalla vita breve. Il male è come una pestilenza. Arriva, fa dei danni e sparisce. Io sono la Morrigu. Io ci sono sempre. Io dono. La gente viene da me, mi chiede un regalo e io do loro quello che desiderano.»
 - Spada nella Tempesta, David Gemmell

La canzone della settimana l'ho appena trovata, anche se il gruppo lo seguo da un po' di tempo. Cercavo qualcosa che potesse adattarsi alle emozioni che ha suscitato in me la passeggiata di venerdì. La trovo altrettanto magica e misteriosa, come il bosco immerso nella nebbia.


Voi cosa mi raccontate? 

Yvaine

domenica 14 agosto 2016

Weekly News #1 - 2016

Buona domenica Lettori!
Ritorno a farmi sentire e ne approfitto per riprendere la rubrica Weekly News.
Ringrazio la mia sorellina Mirial per avermi aiutata nella ricerca e nella creazione dell'immagine qui sotto <3



Weekly News è una rubrica con cadenza settimanale di domenicain cui riassumerò in quattro brevi punti la mia settimana:
  • Il libro della settimana: il libro che ho trovato più interessante, che ho letto, recensito o che ho semplicemente scoperto.
  • Il personaggio della settimana: il personaggio che in questi sette giorni ho sentito vicino, che mi ha ispirato, scelto tra libri, manga, anime e quant'altro.
  • La notizia della settimana: qualcosa che mi è accaduto durante la settimana e che ritengo più importante.
  • La citazione della settimana.
  • La canzone della settimana.
Il libro della settimana direi che non può che essere Red di Kerstin Gier. L'avevo già letto qualche anno fa, ma questa settimana ho rivisto i film e mi è venuta voglia di riprendere in mano la trilogia. Avevo bisogno di una lettura leggera, scorrevole e piacevole e lo stile fresco dell'autrice e la storia mi sono sembrati perfetti!


Il personaggio della settimana non è facile da scegliere. L'unico che mi è venuto in mente è Mitsukuni Haninozuka meglio conosciuto come Honey in Host Club. In comune abbiamo la tenerezza, i pisolini pomeridiani e la passione per i dolci che quest'estate, più accentuata del solito, rischia di farmi diventare simile a un bombolone ripieno di crema pasticcera. Quello che ci distingue invece sono l'altezza (mi arriverebbe forse... alla caviglia?) e di certo lui è molto più agile di me. Non mi risulta che io sia una campionessa di arti marziali, purtroppo.



La notizia della settimana è davvero bellissima, forse la prima dopo un periodo nero da cui sto cercando di uscire. Venerdì io e la mia famiglia abbiamo salvato una cagnolina. Il padrone l'aveva persa due giorni prima, era ferita, affamata e disidratata, sdraiata in mezzo ai rovi. Per fortuna l'abbiamo vista, siamo riusciti a recuperarla e, dopo la visita dal veterinario, adesso è di nuovo a casa!

Ombra!

La citazione della settimana la prendo dal libro che ho in lettura. L'ho letta ieri sera e mi è piaciuta così tanto che ho pensato di condividerla con voi senza cercarne altre.

Se l'avesse conosciuto meglio, forse avrebbe tentato di spiegargli che la vita non permetteva a nessuno di nascondersi da se stessi o dal mondo. Pianta, animale o essere umano che fosse, la vita costringeva tutti a imparare e crescere. Più si cercava di scappare e più diventava ardua la via. E percorrerla si doveva per forza.
 - Heartless, Cornelia Funke 

La canzone della settimana è molto particolare e in realtà la sto ascoltando da parecchio tempo. Mi mette pace, che è quello di cui ho bisogno in questo periodo.


Voi cosa mi raccontate di bello?

Yvaine

mercoledì 13 luglio 2016

Recensione: Fiabe in rosso di Lorenzo Naia e Roberta Rossetti

Buongiorno Lettori!
Era da un po' che dovevo parlarvi di questo libro, ho scritto finalmente la recensione la settimana scorsa, ma mi sono dimenticata di pubblicarla perché in preda al ripasso per l'ultimo esame di questa sessione.
Direi che ha atteso abbastanza, quindi vi lascio alla recensione ;)


Titolo: Fiabe in Rosso
Autore: Lorenzo Naia e Roberta Rossetti
Pagine: 64
Editore: VerbaVolant Edizioni
Prezzo: 12.00 €


Trama

“Fiabe in rosso” è un progetto nato a quattro mani contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere. Si tratta di una breve raccolta di fiabe della tradizione, tutte con protagoniste femminili, ma con finali rivisitati. Perché ciò che ogni bimbo dovrebbe imparare è che il finale della propria storia, il finale della propria vita, non deve essere scontato, non deve essere uno solo, non deve essere – soprattutto – già deciso da qualcun altro. La felicità non consiste necessariamente nel trovare il principe azzurro, ma nel guadagnarsi la propria strada e il proprio posto nel mondo.
Il rosso vuole essere un po’ il trait d’union tra le varie storie, come citazione del progetto “Zapatos Rojos” dell’artista messicana Elina Chauvet.
Le illustrazioni utilizzano uno stile misto: prevalgono i dettagli rossi ai quali si aggiungonoi inserti di quotidiani utilizzati a mo’ di collage, come aggancio alla realtà e alla cronaca.




Fiabe in rosso raccoglie la rivisitazione di cinque celebri fiabe della tradizione: Mignolina, Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Rosaspina e Raperonzolo. I motivi che rendono questo libro diverso dagli altri tentativi sono essenzialmente tre.
L'idea alla base è quella di esplorare finali diversi per ciascuna delle protagoniste, andando al di là del classico happy ending in cui la principessa si sposa col principe di turno. Perché? Per riconsegnare a ciascuna delle protagoniste le redini del proprio destino, per insegnare che ognuno di noi può e deve scegliere la propria strada. 
Molto significativo è poi l'intento di voler dare un contributo nella lotta contro la violenza di genere: quale modo migliore di sfruttare le fiabe, apprezzabili dagli adulti, ma in primo luogo rivolte a quelli che saranno gli uomini e le donne di domani? 
Gli stessi autori scrivono:
[...] non è certo con un libro che si può sanare una modalità relazionale malata e violenta. Con un libro, però, si può educare ad un'affettività sana e costruttiva, questo sì. E l'arma più potente per contrastare fenomeni socio-culturali disfunzionali e pericolosi è proprio l'educazione delle nuove generazioni.
La stessa copertina è una citazione dell'artista messicana Elina Chauvet autrice del progetto Zapatos Rojos ("scarpe rosse" in spagnolo) che, nella sua fase finale, prevede l'installazione di scarpe da donna rosse per denunciare l'omertà che riguarda la scomparsa e l'uccisione di donne a Ciudad Juàrez e contro la violenza di genere. Il rosso viene poi ripreso all'interno dalle bellissime illustrazioni: Roberta Rossetti utilizza solo tre colori, il bianco, il nero e il rosso, apponendo anche dei ritagli di giornale come collegamento all'attualità.
L'ulteriore motivo di pregio di Fiabe in Rosso, poi, risiede nel saper parlare di azioni violente. Nel corso della storia abbiamo assistito alla progressiva scomparsa della crudeltà e del sangue dalle fiabe. Qui invece Lorenzo Naia recupera questo aspetto e le versioni originali dei Grimm, restituendoci al contempo un aspetto importante della realtà: il male, gli ostacoli, fanno parte della vita.
Il bello di questo libricino è dunque leggere storie che conosciamo già attraverso queste importanti chiavi di lettura.



Lo avete letto? Vi incuriosisce?

Yvaine

lunedì 4 luglio 2016

Recensione "Io sono Vera" di Alaisse Amehana

Buongiorno Lettori!
Oggi per voi la recensione del libro di una collega blogger, nonché amica, Alaisse del blog La Bella e il Cavaliere. L'avevo scritta su Amazon nel periodo in cui non utilizzavo più il blog. Ora è giusto che abbia il suo posto anche qui!


Titolo: Io sono Vera
Autore: Alaisse Amehana
Pagine: 337
Editore: Rosa dei Venti Edizioni
Prezzo: 12.00 €
Ebook: 2,99 €
Serie: Autoconclusivo

Trama

Può una scelta sbagliata cambiare il corso di un’esistenza? Può l’errore di un attimo diventare l’inizio di un destino inaspettato?
Quando Veronica esce di casa per raggiungere il ragazzo per cui farebbe di tutto, non sa che le sarà fatale. Non sa che in quell’istante qualcuno sta per cambiare inevitabilmente il corso degli eventi e che presto dimenticherà il sapore della vita. Basta un attimo, una decisione precipitosa, e il suo mondo si capovolge senza scampo. Acsei è un Allievo Custode e l’impulso di dimostrare che è pronto per diventare un vero Angelo è troppo forte per non dargli ascolto; ma il suo avventato desiderio di emergere ha conseguenze drammatiche. Così le loro vite si scontrano in un limbo che ha il volto di una tragedia irreversibile e sconvolgente e tutti i sogni, le speranze e le convinzioni della ragazza svaniscono improvvisamente, spazzati via da qualcosa che nessuno può sconfiggere. Ma Acsei è deciso a porre rimedio al suo errore e trascinerà Vera in una folle lotta contro il tempo e i pericoli che minacciano la sopravvivenza di un’anima solitaria in balia della morte. Cosa sarà disposto a fare per salvarla ed evitare che si smarrisca?



Ho atteso tanto per leggere questo romanzo, sia perché ne aspettavo l'uscita sia perché non ho avuto modo di dedicarmici fino ad ora. Da quando ne ho letto l'estratto per il concorso Giunti Shift ho desiderato parecchie volte di potermi ritrovare in compagnia di Vera e Acsei, Avete presente quando entrate in libreria, vorreste comprare un libro, ma alla fine uscite a mani vuote e, una volta a casa, ve ne pentite amaramente? Leggere quel libro diventa il vostro chiodo fisso. Ecco, a me è successa più o meno la stessa cosa con "Io sono Vera". In alcuni momenti sentivo che questo libro mi avrebbe dato un conforto, era diventata una specie di necessità. E adesso posso dire che è stato effettivamente così, che questo libro aveva qualcosa di dirmi, da trasmettermi e da insegnarmi.
Se pensate di aver letto tutto sugli angeli o ne avete abbastanza di questo tipo di Urban Fantasy smettete di storcere il naso (come del resto facevo io) e date una possibilità a "Io sono Vera" e ad Alaisse,
Ci sono infatti piacevoli elementi originali, soprattutto nell'efficientissima organizzazione dell'Aldilà, tra Custodi e Allievi che studiano per diventarlo, Traghettatori che hanno il compito di guidare le anime nel passaggio dal mondo dei vivi a quello dei morti, e i demoni, anime perdute e corrotte disposte a ogni tipo di efferatezze nel tentativo di ancorarsi alla vita e restare sulla Terra.
E ciò che forse stupisce di più è la quantità e la completezza di queste informazioni condensate in un romanzo breve. Spesso è difficile spiegare un mondo e un sistema così complessi, ma Alaisse riesce a soddisfare tutte le curiosità del lettore senza il rischio di appesantire la lettura.
Un altro punto di forza del romanzo sono i personaggi indimenticabili e veri: Veronica, una protagonista che finalmente non si piange addosso e che è decisa a trovare un modo per ricongiungersi col suo corpo; Acsei che nella sua goffaggine e nel suo essere maldestro e combinaguai mi somiglia molto; e Ammaniel che a parer mio avrebbe qualcosa da insegnare anche ai Custodi e non solo agli Allievi.
La bravura dell'autrice è ancora più evidente se si considera che i personaggi secondari sono definiti da poche pennellate, ma sufficienti per renderli ognuno diverso dall'altro e con caratteristiche ben distinguibili.
Infine vorrei fare i complimenti all'autrice per lo stile fluido, privo di fronzoli inutili, capace di evocare immagini, sensazioni ed emozioni, uno stile già personalissimo nonostante si tratti del primo romanzo, condito da un pizzico d'ironia che non fa mai male.
Ecco i motivi per i quali secondo me proprio non dovreste farvi scappare questo piccolo gioiello.
Per concludere, vorrei ringraziare Alaisse perché involontariamente mi ha aiutato ad aprire gli occhi, perché a volte li chiudiamo davanti alla realtà dei fatti e basta guardare le cose da una prospettiva diversa per rendersene conto. E per fortuna la mia diversa prospettiva non è la stessa di quella di Veronica!
Ora non mi resta che aspettare il prossimo libro di Alaisse.


Voi l'avete letto? Cosa aspettate?!

Yvaine

domenica 3 luglio 2016

Tag: La vita segreta di una bookblogger

Buona domenica, Lettori!

Innanzi tutto mi devo scusare per essere sparita all'improvviso, ma purtroppo problemi familiari mi hanno tenuta lontano dal web e da qualsiasi apparecchio tecnologico. Riprendere la normale routine non mi sarà facile, ma prima mi attivo meglio è.
Detto questo, veniamo a noi!

Ormai un po' di tempo fa Ely del blog Il Regno dei Libri mi ha nominata per il tag "La vita segreta di una bookblogger". Pronti per le domande?





1. Da quanto tempo sei nella blogosfera?

Da troppo tempo. Dal lontano dicembre 2010. Sembra passata un'eternità, ed effettivamente è così, anche se in questo arco di tempo ho avuto parecchie pause, purtroppo.

2. Quando pensi di "ritirarti"?
Ecco, questa è una brutta domanda XD
Come dicevo sopra, purtroppo ho abbandonato spesso questo blog, fondamentalmente sempre per lo stesso motivo: la scuola, poi l'università. L'anno scorso avevo deciso di riprenderlo dopo più di un anno di inattività, ma un po' perché per un periodo non ho avuto internet e non sono riuscita a preparare i post causa trasloco, un po' per la sessione d'esami e un po' per motivi personali, sono arrivata a prendere un'altra pausa, durata fino a un mese fa.
Quindi spero proprio di non dovermi ritirare più e in ogni caso sparirò dalla scena quando sentirò che non avrò più niente da dire, ma siccome sono una gran chiacchierona questo non accadrà mai =P

3. Qual è l'aspetto migliore dell'avere un blog?
Quello che mi ha sempre spinto a tenere vivo Il Pozzo dei Sussurri: la gente meravigliosa che ho conosciuto grazie a questo angolino. Blogger, lettori, autori... con alcuni ho stretto una profonda amicizia e riesco a vederli periodicamente, altri li sento spesso, con altri ancora solo qualche chiacchiera quando capita, ma ognuno di loro mi ha dato qualcosa e voglio continuare a coltivare questi rapporti anche se un domani questo posto non dovesse esistere più. La cosa più bella è trovare persone con cui condividere le proprie passioni e sono tornata proprio per questo: voglio conoscere altre persone meravigliose. Perciò fatevi avanti, che voglio fare la vostra conoscenza! :3

4. Qual è l'aspetto peggiore di avere un blog?
Sicuramente è quando metti passione nel scrivere post che per te sono importanti e vedere che non li commenta nessuno. Non è tanto per i commenti in sé, per potersene vantare, ma capita quando teniamo davvero a un argomento, a una recensione, o qualsiasi altra cosa che ci piace tanto e vedere che non c'è nessuno con cui parlarne.
E' un'attività che si fa innanzi tutto per se stessi, ma i blog sono anche  luoghi di condivisione, discussione e confronto, per questo a volte è frustrante vederlo così vuoto.

5. Un bookblogger che adori?
Ce ne sono molti di cui sono rimasta una fedele appassionata, non me la sento di nominarne uno solo, perciò via con l'elenco: Reina de Il Portale Segreto, Mirial che gestisce sia L'Albero delle Mele che Sogni di Carta, di le Belle de La Bella e il Cavaliere, Ilenia e il suo blog Libri di Cristallo, Simo de La Biblionauta. Da quando sono tornata, poi, ho avuto modo di conoscere altri angolini davvero interessanti!

6. Con quale blog ti piacerebbe collaborare?
Uhm, diciamo che mi piace collaborare con gli altri perché questo permette di conoscere nuove persone e di stringere nuove amicizie. Quindi se siete interessati io sono disponibile! Se però devo tirare fuori un nome... direi Ilenia del blog Libri di Cristallo. Abbiamo parlato qualche volta, ci commentiamo spesso, ma non abbiamo mai partecipato insieme a nessuna iniziativa. Bisogna rimediare ;)

7. Cosa ne pensi della comunità dei blog letterari?
Questa è una domanda spinosa. Sinceramente, a causa della mia lunga assenza, sono rimasta fuori dal giro dei blogger e quindi la mia opinione può essere solo da esterna. Devo dire che nel corso di sei anni di attività (almeno da lettrice) mi è sembrato che ci sia stata un'omologazione nei contenuti: prima i blog mi sembravano più vari, ma soprattutto dopo le massicce collaborazioni con le case editrici, ho cominciato a riscontrare una certa monotonia, si parla dei soliti libri, soliti post farciti di anteprime...

8. Qual è il tuo segreto per avere un blog di successo?
Nessuno, perché il mio non è un blog di successo e con tutta probabilità sono la blogger più inaffidabile che ci sia XD
Davvero, non so rispondere a questa domanda perché io per prima ho cercato molte volte la risposta e non l'ho ancora trovata. C'è chi mi ha consigliato di scrivere spesso, chi mi ha suggerito invece di non riempire troppo il blog... insomma, non lo so. Anche la lunghezza degli articoli ha molta influenza, però ci sono anche blogger che pubblicano post o video infiniti eppure vengono seguiti ugualmente. E' una questione di contenuti, di personalità? Ancora una volta non lo so. Sicuramente sono cose che influiscono. Non seguire le mode è a suo modo uno svantaggio, ma alla fine il blog l'ho aperto prima di tutto per me stessa, per parlare delle mie passioni e non di cosa potrebbe piacere agli altri.

E... niente, finisce qui! Se non avete ancora fatto questo tag siete tutti invitati a farlo, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e quali sono le vostre risposte :)

Yvaine

martedì 14 giugno 2016

#SEMEPI: Intervista all'Editrice Annalisa, Panesi Edizioni


Buongiorno Lettori!
Oggi sul Pozzo ospitiamo di nuovo l'iniziativa di #SEMEPI, che consiste nel sostenere le piccole case editrici... intervistando direttamente gli editori!
Ve ne ho parlato QUI e potete trovate maggiori informazioni cliccando sull'immagine in alto nella colonna di sinistra.
Vediamo quale Casa Editrice conosceremo oggi!



La Casa Editrice
Panesi Edizioni nasce a maggio 2014 con il nome di Kymaera Edizioni. Il nome è cambiato, ma non lo spirito con cui è nata. Spirito che si ritrova nel suo logo, in quel serpente che si morde la coda in un circolo continuo che riporta a sé e all’infinito.
Panesi Edizioni è una nuova casa editrice genovese che opera nel digitale, con un occhio di riguardo ai grandi nomi che hanno reso possibile tutto questo (siamo lettori, prima di tutto).
Panesi Edizioni è una casa editrice che punta fortemente sui giovani talenti, cuore pulsante di ciò che verrà.
Panesi Edizioni è una casa editrice che riposa su valori consolidati, come l’arte, la cultura e la bellezza, e crede, nel suo piccolo, di poterne creare altri.
Panesi Edizioni è un service editoriale e digitale per tutti coloro che vogliano abbandonare la paura del nuovo, mantenendo saldi i principi di qualità, e aprire le porte alle potenzialità dell’e-book reading.
Panesi Edizioni, attraverso le sue teste pensanti, Annalisa e Giulia (sì, sì, vabbé, c'è anche Daniele) non vede i libri come merce, ma come figli da crescere o genitori da accurdire.
Panesi Edizioni, è uno dei possibili passati, ai quali si riallaccia con tre nuove armi: passione, qualità e professionalità.
Panesi Edizioni è uno dei possibili futuri, e vuole portare con sé, in questo viaggio, tutti coloro che credono ancora nella forza e nella bellezza della scrittura.

CONTATTI UTILISito: Panesi Edizioni
Pagina Facebook: Panesi Edizioni
E-mail: info@panesiedizioni.it
Curiosità: sul sito c'è una sezione dedicata a Corsi di formazione, cliccate QUI per saperne di più!

Diamo il benvenuto a Annalisa, l'editrice di Panesi Edizioni!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?La casa editrice prende semplicemente il mio nome, è una mia creatura e in quanto tale si identifica in tutto e per tutto in me. Il logo, a cura della bravissima Ilaria Leopoldo, rappresenta il serpente che si morde la coda in un circolo continuo che riporta a sé e all’infinito, così come l’Arte deve riportare a se stessa così come aprirsi al mondo.
Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?Prima di tutto siamo lettori, lettori onnivori, e in quanto tali non abbiamo voluto limitare le nostre pubblicazioni ad uno o pochi generi. Da settembre attueremo una modifica radicale delle nostre collane, ma gli unici generi di cui non ci occuperemo più saranno la poesia e la saggistica, eccetto testi riconducibili alle nostre tradizioni liguri, a cui teniamo particolarmente.
Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta?Al momento l’unico autore straniero è stato Luca Bortone, scrittore di thriller davvero in gamba. Ma è, per noi, un “falso straniero”, in quanto ticinese di lingua italiana. Al di là di Luca, abbiamo pubblicato due traduzioni in italiano di classici della letteratura, su proposta delle stesse traduttrici: “Storie di numeri di tanto tempo fa” di D.E. Smith a cura di Anna Cascone e “Le anime bianche” di F.H. Burnett a cura di Annarita Tranfici, la primissima traduzione italiana di questo testo poco conosciuto dell’autrice inglese.
Pubblicate cartacei o ebook?La nostra è una casa editrice principalmente digitale, strada su cui puntiamo e in cui crediamo molto. Stampiamo occasionalmente alcuni cartacei in caso di presentazioni o fiere.
Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro?Dipende molto dal genere di libro, cerchiamo innanzitutto di mettere in primo piano l’autore, presentandolo e facendolo conoscere ai lettori. Dopodiché, per la promozione del testo cerchiamo di dare risalto ai suoi punti forti, a ciò che lo caratterizza all’interno di un dato genere ma anche all’originalità che porta in sé.
Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?Essendo digitali, i nostri libri sono distribuiti in lungo e in largo in tutte le librerie online, italiane e non.
Siamo già giunti all'ultima domanda! Prima di salutarci un'ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?Credo che ogni casa editrice richieda, giustamente, propri requisiti. A noi il testo deve colpire fin da subito come un fulmine a ciel sereno, deve tenerci attaccati allo schermo fino alla fine, con la voglia di “vedere come finisce”. E questo si raggiunge sia attraverso una storia interessante e ben organizzata, sia attraverso una scrittura il più pulita possibile, o almeno curata: i refusi scappano a tutti (pure a noi!), ma presentare un testo ad un editore ricco di errori non è proprio consigliabile!

Grazie mille a Annalisa per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità!


Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della Panesi Edizioni.
Mi raccomando, passate a trovarci!


Yvaine

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