domenica 2 ottobre 2011

Writing a Book #3!! ^^


Spero ce vi piaccia anche questo terzo appuntamento della rubrica! =)
Prima di cominciare vorrei ringraziare coloro che hanno partecipato al piccolo sondaggio che ho fatto un po' di tempo fa su questa rubrica.. sono contenta che vi piaccia! ^^

Che ne pensate della rubrica: Writing a Book?
a) Veramente bella 66%
b) Carina! 33%
c) Insomma... 0%
d) Indubbiamente utile 0%
e) Abbastanza utile 0%
f) Non serve a niente 0%

Grazie di tutto cuore!! ^^
E ora.. ricordiamo gli argomenti di Writring a Book ^^


- Le nuove dal ponte della Whisper, la nave che attracca nella 
mia mente e mi porta nuove idee per i miei scritti;
- Come procede la mia storia e tutto ciò che le riguarda;
- E in fine, qualche consiglio sulla scrittura, per tutti quelli a cui piace scrivere.

Ebbene sì, miei cari scrittori.. anche queste due settimane sono state un fiasco assoluto.. Io qui vi impartisco regole, sforno consigli sulla scrittura e poi... mi dò all'ozio puro e al rifiuto di digitare fiumi di pagine del mio libro! L'unico successo in "scrittologia" è quel post che avete sicuramente ignorato, ma che adesso vi ripropino u.u ---> http://ilpozzodeisussurri.blogspot.com/2011/09/deliri-della-mezzanotte.html
Quella sera è stato un successone! Non scrivevo da settimane! Ma in fondo è solo un pensiero, nulla di più.. riuscirò mai a riprendere la mia storia? Speriamo di sì.. prof permettendo >.<

Ma passiamo alla parte importante per voi! ;)

Un altro dei punti fondamentali del narrare è mettere a fuoco i dati della narrazione, che comunque dovrebbero essere abbastanza chiari.
Utilizziamo il metodo giornalistico delle 5W, che tornano sempre comode u.u

- Where
E' importantissimo stabilire il luogo fin da subito. Se la vostra storia si svolge ai nostri tempi, fate ben attenzione a cosa scegliete. La vostra decisione non può basarsi sui vostri gusti personali, o meglio, quello è un fattore minimo: la scelta deve essere coerente con le conoscenze personali. Non si può descrivere qualcosa che non si conosce e già credo che sia difficile farlo anche con una città che si conosce alla perfezione. Dev'essere fatto un lavoro di studio prima di fiondarsi in qualcosa di reale. Altrimenti consiglierei di inventare una città, un paesino, ecc senza dare particolari riferimenti. Per chi invece ha intrapreso la strada del fantastico non dovrebbe avere troppi problemi: deve solo lavorare di fantasia. Consiglierei comunque di fare uno schema della città per avere tutto molto più chiaro.


- When
La scrittura non è niente di semplice e, anche per un quando, ci vuole un attento studio e un ancor più minuziosa ricerca. Ovviamente se si intraprende la narazione di fatti storici è bene che si conosca ogni cosa che riguardi quell'epoca, quella guerra, quella regione, su quel personaggio. Ma ciò vale anche per coloro che hanno in progetto una storia inventata. Ci sono diverse possibilità: anche se quel che si narra è tutto generato dalla fantasia, niente ci impedisce di ispirarci - sempre nei limiti del giusto - alla realtà egizia, romana, greca, medievale o ottocentesca; si può addirittura rischiare mischiando fattori di diverse epoche storiche.
Bisogna dunque procurarsi materiale su questo genere di cose.
Riguardo al quando si può dire ancora qualcosa.. per esempio scegliere approssimativamente la durata delle vicende. A questo proposito vorrei ricordarvi di dedicare una pagina del vostro quaderno degli appunti al calendario, che sul mio malloppo corrisponde a "Quanto tempo è trascorso?"
Mentre scrivete (o, se avete già cominciato, mentre leggete) prendete una pagina pulita e appuntate i giorni che sono contenuti in quel capitolo. Date il maggior numero di indicazioni possibili, possono sembrare supreflue all'inizio, ma vi assicuro che potranno tornarvi utili! Ora vi faccio un esempio.

Prologo: si svolge un mese prima del primo capitolo; trascorre una notte.
Primo capitolo: (protagonista): 1 giorno e mezzo.
Secondo capitolo: (protagonista): trascorsa la mezza giornata conclusiva; partenza, viaggio di tot giorni.
Terzo: vicende parallele al primo capitolo, (protagonista), 1 giorno e mezzo.

Vi avevo già detto probabilmente che è meglio se decidete una data precisa di inizio, prendetela come riferimento e trascrivetela sempre sul foglio accanto al capitolo.
Altrimenti potete fare questo lavoro al pc:

Cliccate sull'immagine!
- Non credo ci sia bisogno di dilungarsi nel Who.. è stato già detto tutto qui.

- What
 Anche qui non vi è molto da dire. Vi posso dare solo un ultimo consiglio: decidete per bene i primi capitoli, le vicende che si consumerano nel tempo più imminente; tracciate qualche vago orientamento per la parte centrale; scrivete in matita un possibile finale. Se avete il terrore di stancarvi presto della vostra storia, non decidete tutto nei minimi particolari, poichè, comunque, la storia segue una sua evoluzione e passo dopo passo suggerisce al suo portavoce nuove idee, il condimento della storia centrale. Cercate anche di inserire episodi che risaltino la personalità di un personaggio, il suo carattere e, se qualcuno vi dice che sono piccolezze che possono essere eliminate rispondete di no con fermeza. Far conoscere un personaggio al lettore è il primo obiettivo che lo scrittore deve raggiungere, altrimenti come si possono odiare o amare? Sarebbe un libro/racconto senza sentimenti.

- How
Il come accadono le cose in un racconto è molto importante, al contrario del Why.. l'idea di pbase può anche essere già vista, ma tutto sta in come lo scrittore la pone, ricoprite di originalità questi piccoli difettucci e risalterete i suoi pregi anzichè i punti deboli.

Altri piccoli dettagli utili:
a) avere chiaro fin da subito il pubblico a quale ci si vuole rivolgere;
b) usare un linguaggio consono a situazioni (un servo al suo signore: "S-s-se posso permettermi, p-padrone.. non credo s-sia giusto" Yes. Assolutamente da evitare: "Brutto cretino! Ma che cacchio vai dicendo!" O_O) e al pubblico che si vorrebbe avere;
c) dare sempre un'indicazione temporale, il più precisa possibile;
d) non dimenticare di lasciare il dovuto spazio ai pensieri dei personaggi e ai loro stati d'animo (non date niente per scontato!)
e) cercate di lasciare il segno *-*

La fonte di spunto di questo post è il libro: "Manuale di scrittura non creativa" di Federico Roncoroni ^^

Spero di esservi stata utile!
Ah! Per chi non l'avesse letto nel post "Annunci" ve lo ripropongo qui!

Avviso!!
siccome mi rendo conto che prima o poi mi mancheranno le idee per i successivi post, ho pensato di mettere le mie conoscenze a vostra disposizione. Mi spiego meglio: per tutti gli scrittori in erba che hanno delle domande da pormi, e per chi volesse avere un parere sul proprio scritto da una persona estranea, potete contattarmi via mail (ilpozzodeisussuri@hotmail.it) e il vostro argomento sarà l'argomento del numero successivo della rubrica. ^^

Alla prossima! ^w^
La vostra sempre strampalata

Yvaine

3 commenti:

  1. Ciao Yvaine, come sempre i tuoi articoli mi fanno riflettere e pensare a problematiche comuni a tanti scrittori. Con questa lezione fai capire quanta documentazione ci sia dietro a un libro – specialmente se è fantasy – e quanto tempo occorra ad un bravo autore per costruire un buon Lore (ovvero il background sottostante la nostra storia) degno di questo nome. Esemplare è stato Tolkien con il Silmarillion e gli appendici (lunghissimi) del Signore degli Anelli, e il fatto che lo stesso autore abbia impiegato anni e anni a rendere credibile una cronistoria tanto lunga e complessa è un intento lodevole anche se piuttosto faticoso. Sarebbe molto interessante approfondire questo aspetto.
    Noto spesso nei romanzi fantasy che molti autori hanno come ispirazione non solo l’ambientazione storica, ma anche fatti realmente accaduti (vedi ad esempio il solito Martin con la Guerra delle Due Rose). Non che questo mi dispiaccia, ma costruire una mitologia fin dalle fondamenta secondo me risulterebbe sicuramente più appagante a questo approccio.
    Va anche detto però che un orientamento simil-storico facilita al lettore la comprensione di avvenimenti altrimenti più complessi e raramente spiegabili per filo e per segno all’interno della narrazione(a meno che non inseriamo le appendici a fine libro anche noi!). Sinceramente io sono per entrambi i metodi, tu cosa ne pensi?

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  2. Ciao!
    Grazie per aver commentato! ^^

    Beh, diciamo che io ho una mezza idea di fare un appendice stile tolkeniano (si dice?) xD
    Sarebbe indubbiamente interessante, anche per affrontare temi che nel testo vero e proprio risulterebbero inutili, ma in un contesto a sé potrebbero, al contrario, interessare.
    Credo poi che alla fine sia impossibile non prendere spunto da avvenimenti storici: in fondo ciò che ispira le nostre storie sono le nostre stesse conoscenze ed esperienze, in minima parte, senza saperlo o rendercene conto creiamo un miscuglio di fatti provenienti da periodi e culture diverse.. come tutto, insomma.
    Forse ciò che noi scriviamo esisteva già, lasciato a fluttuare da qualche parte e poi, chissà come, giunge a noi che, ignari della sua preesistenza, la spacciamo per nostra, quando il compito dello scrittore è solamente quello di farsi portavoce di una storia che ha evoluzioni proprie.

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  3. Credo però che ci sia da fare un confronto. Un conto è ispirarsi, anche inconsciamente se vuoi, attraverso le proprie esperienze ad altri fatti, ma non è la stessa cosa di prendere un avvenimento storico e riscriverlo in chiave fantasy, mantenendo però le palesi relazioni di verosimiglianza con la realtà che il lettore dovrebbe riconoscere anche senza aver letto il lore o in qualche appendice del libro.

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