martedì 11 ottobre 2011

Teaser Tuesday #5 Un segreto di boschi e di stelle- di David Guterson!

Scusate la solita tarda ora, ma non trovo altro ritaglio per scrivere post! Tutto il tempo se lo porta via lo studio purtroppo =S
Spero che almeno vi piaccia quel che vi propone il mio Teaser Tuesday!


* Il libro che stai leggendo
* Una pagina aperta a caso
* Copiane un pezzo evitando accuratamente spoiler
* E infine rivelane l'autore e il titolo


E questo martedì vi propongo...


 Autore: David Guterson
Titolo: Un segreto di boschi e di stelle
Casa Editrice: Longanesi

Al mattino con l'Impala raggiungemmo la costa. Ci incamminammo a nord verso Hoh Head sotto una pioggia battente, e ci sedemmo sotto gli alberi, in una scogliera che si affacciava sull'oceano. Sulla sabbia c'erano dei gabbiani e una foca parzialmente divorata dagli avvoltoi. Rimasi un po' sorpreso quando John William, maneggiando un coltello a serramanico, tagliò una striscia di carne dalla nera carcassa adagiata sulla sabbia e le diede un morso; disse che sapeva di carne secca di manzo e voleva che la provassi anche io, ma mi rifiutai. Con il legname portato dal mare costruimmo un riparo e al suo interno ci proteggemmo dal vento che, a mezzogiorno, era diventato violento e burrascoso. Appoggiai la testa su un quadrato di polistirolo gettato a riva. John William, scalzo sul bagnasciuga, urlava con le braccia alzate, il berretto da guardia giurata in testa, i guanti di lana senza dita e uno sbrindellato poncho giallo. Ero impaziente. Mi chiedevo perchè dovessimo rimanere lì, in balia degli elementi. Più tardi ci affidammo nuovamente alla parziale protezione offerta dagli alberi e John William, appoggiato a una corteccia , si tolse i guanti per esaminarsi ancora una volta i calli.

«Ho scelto inglese come prima materia », gli dissi.
«Perchè? »
«Mi piace.»
«Che senso ha?» domandò John William.
«Che senso ha cosa?»

John William: «Che senso ha leggere un mucchio di inglesi morti?»
Bevemmo acqua e mangiammo gallette. Mettemmo a confronto le nostre cicatrici sui palmi, la mia a forma di falce di luna, la sua più lunga. Dissi che era il caso di andarsene e camminammo lungo la spiaggia fino alla foce dell'Hoh. 
«Ricordo questo posto da quando ero piccolo», disse John William. «Mia madre si era interessata all'arte dei nativi. Aveva fatto registrare su nastro le voci degli anziani Hoh, poi però ha perso la testa.»

Pag 174

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