martedì 8 novembre 2011

Teaser Tuesday #7: Magya, di Angie Sage!


* Il libro che stai leggendo
* Una pagina aperta a caso
* Copiane un pezzo evitando accuratamente spoiler
* E infine rivelane l'autore e il titolo


Oggi vi propongo questo libro che mi ha addolcito l'infanzia. Purtroppo non ricordo molto di questo libro, se non il fatto che mi piacesse veramente molto.. E con l'arrivo del quarto libro - avevo perso le speranze di vederlo in libreria - ne approfitto per gustarlo una seconda volta ^^


Titolo: Magya
Autore: Angie Sage
Casa Editrice: Salani Editore


«Zio Alther!» esclamò Jenna felice. Si precipitò giù dall'argine e andò incontro ad Alther, che era in piedi sulla spiaggia e fissava perplesso la canna da pesca che aveva in mano.
«Principessa!» Alther fece un sorriso radioso e la avvolse nel suo ab-braccio da fantasma, che a Jenna aveva sempre dato l'impressione di una calda brezza d'estate sulla pelle.
«Bene bene» disse Alther. «Ero solito venire qui a pescare da ragazzo e sembra che anche ora abbia portato con me la canna da pesca. Speravo
proprio di trovarvi tutti qui».
Jenna rise. Non riusciva a credere che lo zio Alther fosse mai stato gio-vane.
«Vieni con noi, zio Alther?» gli chiese.
«Spiacente, Principessa, non posso. Tu conosci le regole della Fantasmi-tà:
A un fantasma unicamente è dato
calpestare il suol già in vita calpestato
E purtroppo da ragazzo non sono mai andato oltre questa spiaggia. Troppi bei pesci da pescare... Dunque» disse poi cambiando argomento, «è un cestino da picnic quello che vedo sul fondo della barca?»
In effetti sotto un rotolo di corda zuppo d'acqua c'era proprio il cestino da picnic che Sally Mullin aveva preparato per loro. Silas lo tirò fuori.
«Oh, la mia schiena» gemette. «Ma cosa ci ha messo dentro?» Sollevò il coperchio. «Ah, questo spiega tutto» sospirò. «È pieno zeppo di torta al-l'orzo. Be', è stata un'ottima zavorra, no?»
«Papà» lo rimproverò Jenna. «Non essere cattivo. E poi a noi piace la torta all'orzo, non è vero, Nicko?»
Nicko fece una smorfia, ma Ragazzo 412 li guardò speranzoso. Cibo! Aveva tanta fame... Non riusciva neppure a ricordare l'ultima cosa che a-veva mangiato. Oh, sì, ecco: una ciotola di porridge freddo e colloso poco prima dell'appello di quella mattina. Gli sembrava fosse trascorsa un'eter-nità...
Silas tirò fuori da sotto la torta gli altri oggetti un po' schiacciati: una scatola con esca, acciarino e pietra focaia e dei ramoscelli asciutti, una lat-tina piena d'acqua, del cioccolato, zucchero e latte. Preparò un piccolo fuo-co e vi appese sopra la lattina con l'acqua per farla bollire, mentre gli altri si avvicinavano per scaldarsi le mani e cominciavano a masticare le loro fette di torta.
Persino Marcia ignorò la rinomata tendenza della torta d'orzo a incollarsi sul palato e mangiò quasi tutta una fetta. Ragazzo 412 mandò giù la sua parte e spazzolò anche quello che gli altri avevano lasciato. Poi tornò a di-stendersi sulla sabbia bagnata, chiedendosi se sarebbe più riuscito a rial-zarsi. Si sentiva come se gli avessero versato addosso del cemento.
Jenna si mise una mano in tasca e tirò fuori Petroc Trelawney. Il sasso da compagnia sulle prime non si mosse, ma quando Jenna lo accarezzò de-
licatamente, tirò fuori le zampine corte e tozze e le agitò impotente nell'a-ria: il povero Petroc era sdraiato sulla schiena come un insetto rovesciato.
«Oops, sottosopra» esclamò ridacchiando Jenna. Lo raddrizzò e Petroc Trelawney batté lentamente le palpebre e aprì gli occhietti.
Jenna si mise una briciola di torta sul pollice e gliela offrì.
Petroc Trelawney sbatté nuovamente le palpebre, studiò per qualche momento la torta all'orzo, poi la mordicchiò delicatamente. Jenna era entu-siasta.
«L'ha mangiata!» esclamò.
«Mi sembra logico» commentò Nicko. «Una torta dura come un sasso per un sasso cucciolo. Perfetto».
Ma neppure Petroc Trelawney riuscì a mangiare più di una grossa bricio-la della torta. Alla fine del pasto si guardò intorno per qualche altro mo-mento, poi chiuse gli occhi e tornò a dormire al calduccio della mano di Jenna.
Ben presto l'acqua che avevano messo sul fuoco cominciò a bollire. Silas ci aggiunse i quadratini di cioccolato e il latte. Mescolò il tutto proprio come piaceva a lui e quando fu in procinto di bollire di nuovo ci versò dentro lo zucchero e continuò a mescolare.
«La migliore cioccolata calda del mondo» dichiarò Nicko. Nessuno dis-sentì mentre la lattina veniva passata di mano in mano e ripulita fin troppo presto del suo contenuto.

Mentre gli altri mangiavano, Alther, corrucciato, era rimasto a fare prati-ca di lancio della lenza con la sua canna fantasma. Quando vide che ave-vano finito, fluttuò verso il fuoco. L'espressione del suo viso era molto se-ria.
«È accaduto qualcosa dopo che ve ne siete andati» disse a voce bassa.
Silas sentì come un peso alla bocca dello stomaco e capì che non era la torta all'orzo. Era la paura.

3 commenti:

  1. Bello *_* anche io con l'uscita del quarto mi ero ripromessa di rileggerli, ma non ci sono ancora riuscita.. uff ^^

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  2. Trovo il tuo blog molto interessante, complimenti! ^_^

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  3. @Rowan: Io l'ho iniziato con altri tre libri in lettura.. una follia! Quindi neppure io in realtà ho ancora avuto occasione di rileggere neppure il primo xD

    @Melina: Ti ringrazio!! ^^ Sto cercando del mio meglio per renderlo interessante.. una faticaccia, ma se poi i lettori apprezzano è ben ripagata! ;)

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