lunedì 28 novembre 2011

Writing a Book #5




- Le nuove dal ponte della Whisper, la nave che attracca nella 
mia mente e mi porta nuove idee per i miei scritti;
- Come procede la mia storia e tutto ciò che le riguarda;
- E infine, qualche consiglio sulla scrittura, per tutti quelli a cui piace scrivere.

Vi svelo un segreto. Sapete per quale altro motivo tardo sempre a postare questa rubrica? Ebbene sì, rimando sempre la stesura di questo post perchè vorrei cercare di affrontare anche i primi due punti della rubrica. Se l'avessi cominciata sei mesi fa probabilmente avrei finito per parlarvi esclusivamente delle ore passate a scrivere il mio libro, ma purtroppo ora è la scuola a togliermi il sonno e prosciugare ogni mia energia. Il problema è che, come vi avevo già spiegato in Writing a Book # 4, non è la voglia a mancare, piuttosto quella forza che fa muovere le dita. Si potrebbe definire pigrizia se non fosse per un particolare: io saprei di cosa scrivere, sento la necessità di produrre un fiume di parole, ma è come se un lucchetto mi chiudesse le labbra; non mi sento libera di pensare e di dire ciò che voglio.. Vorrei tornare a quest'estate, quando avevo un mucchio di tempo per me, per le mie letture e per i miei scritti.. Agogno le vacanze natalizie, anche se non credo che possano portarmi sollievo. Intanto aspetto che arrivi in fretta venerdì.. con la scuola si va a vedere uno spettacolo teatrale e nel pomeriggio posso fare una capatina nell'enorme libreria, perdermi tra i suoi scaffali e sentire le miriadi di voci che narrano le storie di ogni singolo libro.. Spero di fare acquisti..
Ecco.. vi ho spiegato più o meno in breve la situazione e ho anche buttato giù sinteticamente quello che mi sta frullando in testa da un paio di giorni.

Ma ora continuiamo col resto della rubrica! ^^
Vi avedo già anticipato che avrei concluso il discorso cominciato due settimane fa, sul descrivere. ---> Per chi volesse rinfrescarsi la memoria: Writing a Book #4

Come vi avevo appunto detto l'ultima volta, è opportuno fare una selezione degli elementi da inserire nel testo, ma bisogna anche scegliere come farlo. Procediamo con calma.
Mi sembra chiaro quali siano i punti fondamentali di una descrizione, l'importante è non fornirli tutti nello stesso momento, per quel che riguarda la descrizione di personaggi. Ovvero: bisogna evitare di stilare un elenco di caratteristiche, poiché spesso suona banale, sciocco e anche inutile. Credo che nelle descrizioni debbano esserci similitudini, una mescolanza di sensi e anche esempi concreti, per quanto riguarda il carattere. La cosa migliore è far conoscere il personaggio man mano che si procede con la storia, evidenziandone i comportamenti e, per la presentazione dell'aspetto fisico, inserirli nel momento adatto, per esempio sfruttando frasi come:

 <<...>> disse Luca, passandosi una mano tra i capelli ramati.

oppure..

<<...>> chiese Amanda dubbiosa, attorcigliandosi una ciocca bionda.

 Bisogna inoltre:
- evitare le frasi ricorrenti come: "La ragazza era [...]. Il suo viso era [...]"
- evitare di ripetersi;
- evitare di saltare da un particolare all'altro dell'oggetto da descrivere;
- evitare di sacrificare elementi importanti, per lasciare spazio a dettagli invece inutili.


Vi sono due criteri secondo cui strutturare il testo: quello dell'ordine e quello sensoriale.
Esaminiamo il primo con le sue divisioni interne.
Qualsiasi sia il referente (una persona, un animale, un oggetto o un luogo) si può descrivere secondo un ordine logico, che può andare dal generale al particolare o viceversa.
Per i luoghi invece si può adottare anche la descrizione secondo un ordine di tipo spaziale, che può partire dall'esterno di un edificio all'interno o dall'interno all'esterno, oppure seguendo lo sguardo di chi osserva ed eseguire una descrizione partendo dall'alto verso il basso, da sinistra verso destra o vicevarsa.

E' anche possibile seguire un ordine temporale, descrivendo quindi uno stesso referente in due momenti diversi nel tempo, scegliendo sempre se partire dal presente o dal passato, evidenziando quindi i cambiamenti subiti nell'arco di una giornata o di anni.
Nel criterio sensoriale invece entrano in gioco anche gli altri sensi. La vista è di certo il più importante, ma una descrizione attraverso anche l'udito, il tatto, il gusto e l'olfatto è ancora più esauriente e permette al lettore di sentirsi davvero partecipe.


Una volta che si sono stabiliti questi punti si può passare alla stesura, nella quale bisogna utilizzare un lessico appropriato, ricco e vario, facendo uso di sinonimi e curando al massimo le parti che devono produrre un effetto visivo, aiutandosi con aggettivi qualificativi e figure retoriche come similitudini e metafore (quanto basta, mi raccomando!). Bisogna anche utilizzare con correttezza i tempi verbali, periodi contenenti un giusto numero di coordinate e subordinate chiare e incisive, e un adeguato uso di indicatori logico-spaziali, ovvero preposizioni, avverbi e locuzioni avverbiali per localizzare nello spazio il referente.


L'ultimo passo da compiere, ovviamente, è la revisione del testo per assicurarsi che non vi siano errori, che il concetto sia chiaro ed espressivo!


E così si conclude anche questo quinto appuntamento con la rubrica! Spero sia stato di vostro gradimento! ^^
A presto! =)

Yvaine
Fonti: Manuale di scrittura non creativa di Federico Roncoroni e me stessa.

PS: per tutti gli scrittori in erba che hanno delle domande da pormi, e per chi volesse avere un parere sul proprio scritto da una persona estranea, o per chiedermi di affrontare un preciso argomento in questa rubrica potete contattarmi via mail (ilpozzodeisussuri@hotmail.it). Grazie dell'attenzione ^^

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