domenica 17 giugno 2012

A Celtic Tale #1


Buona domenica cari lettori!
Non so se vi ricordate quando il blog ha compiuto il suo primo anno di attività.. Be', vi avevo promesso che avrei incominciato una nuova rubrica.. Ebbene: ho finalmente trovato il tempo!!
Avrete capito dal titolo di cosa tratterà la rubrica, credo.. Ma mi fiondo comunque nella spiegazione ^^

A Celtic Tale è un viaggio nello spazio e nel tempo, alla scoperta di un popolo vissuto migliaia di anni fa, dalle sfaccettature interessanti, dai miti e dalla cultura tutti da scoprire. Sarà l'appuntamento di ogni terza domenica del mese.

In ogni post cercherò di linkarvi una bella canzone a tema, in modo da accompagnare la lettura del post e renderla più piacevole ^^
Spero di non essere troppo noiosa!
 Ma cominciamo subito, non vedo l'ora! *w*

La canzone che ho scelto per voi è questa



L'origine del misterioso popolo dei Celti è a sua volta un mistero, ma partiamo con ordine.
Il loro nome deriva da ceilid o keltoi, che significa "popolo nascosto", come a voler confermare le innumerevoli leggende che si sono formate attorno ai Celti.
Si pensa che fossero originari della regione situata tra il Reno e la Boemia, ma altri studiosi fanno risalire le loro origini ad una terra leggendaria: Iperborea.
Per giustificare questa ipotesi bisogna ricorrere alle leggende che si intrecciano alla mitologia.
Il dio solare Beli era lo sposo della dea Dana, dalla quale discenderebbero i Tuatha Dè Dannan, antichi abitanti dell'Irlanda. Il loro albero sacro era la betulla la quale, se rivestita di foglie caduche, simboleggiava la morte e la resurrezione. 



Gli abitanti di questa regione, come accadeva anche ad Avalon, non erano soggetti a invecchiamento. Si dice che Iperborea fosse un'isola situata al di là del vento di Borea, una terra feconda, caratterizzata da abitanti così singolari, da un clima mitigato e dal cielo particolarmente terso e luminoso.
A parlarci dettagliatamente di questi abitanti fu Aristea di Proconneso nei Canti Arimaspi e che faceva coincidere gli Iperborei con i popoli nordici d'Europa. Non è quindi da escludere che vi fossero inclusi gli antenati dei Celti.
Leggendo un frammento tratto dagli Inni Omerici ("[...] Egli verrà fino all'Egitto, o a Cipro, o fra gli Iperborei, o più lontano [...]") si suppone che quest'isola si trovasse nel Mar Mediterraneo.
Robert Charraoux, studiando alcuni scritti di Diodoro Siculo, il quale aveva scritto anche lui dettagliatamente riguardo ai Celti, formulò un'altra ipotesi: che Iperborea coincidesse con la capitale della mitica Atlantide, un'isola posta nell'Oceano Atlantico abitata da una civiltà formata da tre gruppi etnici altamente civilizzati: uno con l'aspetto degli attuali Indiani del Centroamerica, ai Berberi o agli Egizi; il secondo discendeva da Sem (forse appartenenti alla razza tauranica) e il terzo dalla pelle bianca, simili ai Greci moderni, agli Scandinavi o ai Celti.
Altro riferimento al popolo dei Celti lo abbiamo nel Crizia, dove Platone riporta un documento degli Archivi dello Stato del Nilo in cui si leggono delle notizie riguardanti degli uomini che abitavano un mare detto Atlantico, i loro sovrani dominavano numerose isole e il loro dominio si era spinto
"Al di qua delle Colonne d'Eracle, sino all'Egitto e alla Tirrenia (Etruria)"
Si racconta inoltre che nel sud dell'Inghilterra abitassero dei principi molto ricchi che ricevevano preziosi doni da ogni popolo del mondo, dai Greci agli spagnoli; essi inoltre utilizzavano un particolare carro guidato da due aurighe, lo stesso tipo di veicolo che utilizzeranno i Celti e di cui nessun altro faceva uso.
Altro particolare che collegherebbe gli Iperborei a questa popolazione si trova nella mitologia, dove si hanno dei riferimenti ad un'antica e immane catastrofe e la scomparsa di un regno meraviglioso.
Vi sono due leggende a tal proposito..

La prima narra che sulla stricia di terra che separa la Cornovaglia dalle isole Scilly ci fosse il regno di Lyonesse, ricco e prosperoso che però nel V secolo d.C. fu cancellato da un cataclisma. L'unico sopravvissuto a questa strage fu Trevilian che descrisse la sua esperienza.


La seconda parla di un'isola il cui nome è Atlantid, come si può notare molto simile ad Atlantide, affondata anch'essa nel 2193 a.C. Purtroppo però non esistono né prove archeologiche né riscontri narrativi; esiste un solo libro in antico frisone che descrive una società altamente civilizzata che abitava su un territorio semicircolare.


Chissà se tutto ciò è vero, possiamo solo dire che in ogni leggenta c'è un fondo di verità.. quindi tutto è possibile... ;)
Vi aspetto nella prossima puntata per scoprire un altro po' su questo fantastico e mistico popolo! ^^

Fonte: I misteri dei Celti. Miti, riti e leggende di Stefano Mayorca

Yvaine

6 commenti:

  1. Ho sentito parlare di questo popolo quando ho letto la storia di Tristano e Isotta, lei era una Tuatha Dè Dannan ^^

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  2. Wow brava! Complimenti per l'argomento, sono un appassionato anche io. Se ti servisse aiuto, conta su di me! Tra le fonti principali sui celti, non dimenticare certo Cesare, che è la fonte principale. Mi piace molto anche la musica celtica, e ieri a tolone ho comprato un tin whistle, e già me la cavicchio con una piccola arpa che ho a casa.
    Enrico

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  3. P.S. se può servirti, posso anche aiutarti in musica celtica (ne ascolto assai) libri (sia saggi sui celti sia romanzi ambientati la) riviste e strumenti musicali.
    Per ogni cosa, trovi la mia mail sul blog, oppure puoi commentare
    Enrico

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  4. Anto, grazie per essere passata! ^^

    Enrico.... *w*
    Ma grazieeee!! Come sei gentile ^^ Credo che ti chiederò sicuramente qualcosa =P
    Mi fa piacere che anche a te piacciano i celti e anche questa musica fantastica!
    E te la cavi con l'arpa..! Ah, sapessi fare anche io queste cose, sapessi tutto ciò che mi piacerebbe sapere ç__ç
    Grazie anche a te per aver commentato, a presto! ^^

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  5. Figurati, è il minimo! sta mattina mi sono messo sotto col tin whistle, ho imparato fields of athenry, una delle mie canzoni preferite del genere. Se vuoi ti posso insegnare qualcosina con l'arpa o col flauto (l'arpa è piccolina, non è neanche un'arpa celtica, ha 2 ottave, ma il suono è ottimo, e ci suono tranquillamente brani come the foggy dew o brian boru's march)
    A presto,
    Enrico

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