martedì 7 agosto 2012

Intervista #2: Sara Bardi.



Buon martedì pomeriggio, folletti! ^^
Ben ritrovati qui, sul mio blog, per un post speciale. Eh sì, come avrete potuto notare dal titolo oggi vi lascio una bella intervista!
Prima di cominciare però è meglio partire dal libro d'esordio della scrittrice e di cui parleremo in parte in queste dodici domande.
 
Titolo: L'orologio d'argento di Mister Weeping.
Autrice: Sara Bardi
Genere: Fantasy per ragazzi
Pagine: 320
Casa Editrice: Felici Editore
Prezzo: 13,00

Trama

Una sfiancante maledizione viene scagliata su una casa, in cima a una collina: tutte le persone che vi sono dentro saranno costrette a rimanervi, finché l’ultimo dei discendenti non spezzerà la maledizione.
Da allora molte cose non sono più le stesse; il paesaggio si è trasformato, la società si è evoluta e la splendida casa ora è vecchia e scricchiolante, ma la maledizione persiste. E Mister Weeping, guardando il cielo stellato, sogna un giorno di poter vede di più, di più di quel piccolo squarcio di orizzonte , scoprire tutto ciò che quelle stramaledettissime mura hanno celato ai suo occhi. E proprio sotto quello stesso cielo abitano tre ragazzini che raggiungeranno la vecchia abitazione per caso (o forse no?) e saranno destinati a salvare Mister Weeping e i suoi amici. Per farlo dovranno trovare i tre ingranaggi di un orologio, tolti dalla stessa persona che scagliò la maledizione e affrontare i guardiani che li custodiscono. Kilah, Cid e Mayam dovranno fare i conti con esseri Stregati alquanto strambi e ambigui, un Genio eccentrico e vanitoso, macchine infernali e soggetti dall’aspetto oscuro e misterioso. Ma l’orologio non è un semplice marchingegno: è l’oggetto che Mister Weeping ha ereditato dai suoi antenati e dal quale dipende tutto, le cui lancette divorano i minuti e segnano il tempo che rimane per salvarsi..

Ora passiamo a conoscere la paziente autrice che mi ha concesso di ospitarla qui, seduta accanto a me sul bordo del pozzo, dispensatore di notizie ;)

Ciao Sara, ti posso dare del tu? ;) Tramite qualche conversazione privata ho imparato a conoscerti un po’ meglio, ma per chi dei miei lettori non ti conoscesse.. che ne dici di cominciare con una presentazione?

Certo che puoi! Innanzitutto salve a tutti, mi chiamo Sara Bardi e sono una livornese doc, (tristemente) nota online con il nome di Malakia. Ho frequentato il liceo artistico della mia città e attualmente studio a Firenze all’Accademia di Arti Digitali Nemo NT.
Invento storie e disegno sin da quando riesco a ricordare ma ho iniziato a scrivere sul serio a 14 anni e da allora non ho più smesso, passando dalle sgangherate fanfiction adolescenziali a racconti del tutto originali di 300 pagine suonate XD!
Adoro il cinema d’animazione, i giochi di ruolo, i musical di Andrew Lloyd Webber, l’archeologia antica e i bei romanzi, indipendentemente dal genere.

Spesso chi scrive tende a ispirarsi a qualche autore di cui ha letto i libri, sia prendendo spunto per lo stile, sia un po’ per il genere. Quali sono le letture che ti hanno indirizzata nella scrittura delle tue storie?

Preparatevi ad una risposta parecchio strana: raramente m’ispiro ad altri libri.
Probabilmente per colpa del mio lato di disegnatrice tendo ad essere più influenzata da ciò che vedo piuttosto che a ciò che leggo, perciò dovendo elencare le mie fonti d’ispirazione citerei prima di tutto l’immancabile Tim Burton, Brian Froud (il concept artist di “Labyrinth” di Jim Henson), Chris Sanders (creatore di “Lilo&Stitch” e regista di “DragonTrainer”) e il mangaka Shinichi Hiromoto.
Ma ovviamente devo molto anche ad alcuni autori: H.C Andersen, H.P Lovecraft, Marion Zimmer Bradley, J.K Rowling, Christopher Pike, Celia Rees ed Eoin Colfer su tutti.

Sono stata piacevolmente sorpresa nello scoprire questo libro, perché da tempo mi chiedevo come potesse essere leggere qualcosa che incrociasse due mondi a me molto cari: quello del fantasy e quello dei manga. Ricordi le emozioni che hai provato scrivendo questo libro e cos’ha fatto scattare la miccia dell’ispirazione?

Scrivere Mr.Weeping è stato al contempo una gioia, un delirio e una sofferenza. L’ho scritto perché mi divertiva e inizialmente non avevo la minima idea di pubblicarlo perché lo consideravo una delle tante storie che affollavano la mia testa. Superate le 150 pagine ho iniziato a capire che non era un racconto come gli altri che avevo scritto in precedenza e che poteva diventare qualcosa di compiuto e leggibile anche per qualcuno che non fossi io stessa: una storia con un proprio mondo, un proprio stile e una propria logica, per quanto fantasiosa.
La miccia, dunque… si, direi che ad aver messo in moto tutti gli ingranaggi della storia *passatemi l’espressione ;)* è stato il personaggio di Araald. Una volta definito il suo carattere e stabilito il suo rapporto con la protagonista, la trama ha iniziato a svilupparsi tutt’intorno a loro. La cosa buffa è che ho avuto un’esperienza molto simile anche con il mio secondo romanzo.
Per quanto riguarda l’influenza manga, sono cresciuta a pane, nutella e anime giapponesi trasmessi su Italia1 all’ora della merenda perciò per me era il modo più logico di rappresentare i personaggi e le vicende che avevo in testa. Crescendo ho iniziato ad esplorare altri stili e attualmente mi sento più affine con quello delle produzioni animate occidentali come la Dreamworks.

Quale dei personaggi del tuo libro d’esordio ti rispecchia di più?

Di nuovo Araald. Mayam somiglia molto di più all’idea che gli altri si fanno di me, Araald a ciò che sono realmente: un’eccentrica megalomane XD!

Cos’hai provato nel scrivere la parola fine al tuo primo romanzo?

Niente di speciale, la storia era già conclusa nella mia testa e dovevo soltanto trovare l’ispirazione per riuscire a metterla su carta il più fedelmente possibile all’idea originale. Anche se tendo ad affezionarmi molto ai miei personaggi in corso d’opera, prima o poi arriva un momento in cui il racconto non ha più niente da dirmi… magari mancano pochi capitoli alla fine, siamo nel bel mezzo della battaglia finale e la mia testolina è già proiettata verso un’altra storia.
Certo, la soddisfazione di aver completato il primo romanzo c’è stata eccome, ma la voglia di mettermi al lavoro sul successivo è stata più grande!

Mi hai detto di aver inviato il tuo libro a molte case editrici.. E mi è sorta una domanda, pensando anche alle tue illustrazioni, che tra l’altro ho proprio apprezzato: mi chiedevo se l’idea di inserire i tuoi disegni fosse già presente quando hai inviato il libro e se magari non fosse proprio questo che ha spinto le case editrici e rifiutare la tua pubblicazione.

Premettendo che gli editori hanno tutta la libertà di acquistare soltanto i diritti del testo e di scegliere autonomamente un illustratore che reputano idoneo (e come sarebbe stata cosa buona e giusta nel mio caso, visto che le mie illustrazioni del tempo non si avvicinavano lontanamente agli standard del mercato *pur essendo tanto carine X3* ) no, non a tutti gli editori ho inviato il libro corredato da immagini. Alcuni specificano espressamente che vogliono soltanto il file word o una copia cartacea senza illustrazioni mentre altre lasciano tutto alla discrezione dell’autore.
Per concludere, non credo che le illustrazioni possano aver influito negativamente sul romanzo.

Cosa ne pensi delle saghe? Credi che un giorno potresti provare a scriverne una oppure rimarrai ancorata al più sicuro e semplice libro autoconclusivo?

Ah, tasto dolente! Giusto qualche giorno fa mi lamentavo su Deviantart di come Christopher Pike, uno dei miei autori preferiti, avesse deluso le mie aspettative con gli ultimi volumi di una sua serie. Non mi considero contraria alle saghe in generale ma ritengo che ogni storia abbia una sua longevità fisiologica proprio come un essere vivente e che, arrivata ad un certo punto, non abbia più niente da raccontare. Certo, si può continuare ad aggiungere episodi, personaggi e soluzioni deus ex machina all’infinito, ma prima o poi l’organicità del racconto ne risente, personaggi interessanti scadono nel banale e anche le trovate migliori diventano pessime se abusate.
Riguardo alla possibilità di scrivere un sequel, onestamente ho pensato più di una volta ad un secondo capitolo per “L’Ultimo Volto della Luna”, il mio secondo romanzo, ma non so se effettivamente vedrà mai la luce.
Mi permetto di dissentire sul “più sicuro e semplice libro autoconclusivo” XD !Creare qualcosa di completamente nuovo senza poter contare sul supporto di personaggi e ambientazioni già collaudate è a mio parere assai più difficile (e divertente *W*!) rispetto alla stesura di un sequel. Personalmente sono una che ama mettersi alla prova ;)

Cosa fai per alimentare l’ispirazione nei momenti più critici?

Non la forzo. L’ispirazione non giunge a comando, nemmeno in un momento di meditazione zen passato a contemplare le cascate del Niagara. Ci sono volte che passo giorni, settimane o mesi senza scrivere una parola e altre in cui lavoro fino a tarda notte e soltanto il sopraggiungere del sonno mi costringe a fermarmi.
Il solo consiglio che posso dare è quello di sfruttare al massimo i momenti di grazia e cercare di prolungarli il più possibile nutrendoli di musica, film e letture in tema con ciò che state scrivendo.
Quando lavoravo a Mr.Weeping guardavo a ripetizione i film di Burton, leggevo racconti dell’orrore su case maledette e ascoltavo glam rock, mentre ad accompagnare la stesura di “L’Ultimo Volto della Luna” c’è stata tanta rilassante musica celtica (e altrettanto metal)!

Quando scrivi ci dev’essere una particolare atmosfera, devi essere in un particolare luogo oppure ti bastano solo ispirazione, carta e penna (o computer)?

Scrivo solo e rigorosamente nella mia camera, esattamente come sto facendo adesso per quest’intervista: a porta chiusa e con le cuffie sulle orecchie.
Qualche volta mi è capitato di lavorare anche fuori casa sul pc portatile ma ho un odio viscerale per i tastini bassi e scivolosi della sua tastiera! Sono veramente negata ed è più il tempo che passo a correggere la battitura che quello passato effettivamente a scrivere.
Nonostante la stesura effettiva avvenga solo nel mio covo da scienziata pazza, il processo creativo e la pianificazione della storia si svolgono costantemente nella mia testa, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento anche se ho una predilezione per la carrozza del treno che prendo per andare a Firenze quasi ogni giorno.

E’ una domanda che ho già fatto nella mia prima intervista, ma la trovo molto interessante, quindi voglio proporla anche a te: durante la stesura di L’orologio d’argento di Mister Weeping o qualche altra storia, c’è stata una scena che non è stato facile descrivere?

Tutte le scene in cui era presente Mr.Weeping non sono state facili. È difficile per una ragazzina di sedici anni calarsi nei panni e nella mentalità di un adulto, per quanto Willow possa essere considerato tale vista la sua assoluta estraneità al mondo al di fuori della sua magione.
In generale ho difficoltà a raccontare gli stati d’animo o i punti di vista dei quali non ho esperienza diretta o alcun esempio al quale rifarmi. Ma come ho accennato nella domanda 7, sono una che ama mettersi alla prova e come scoprirete nella prossima domanda ho accettato una scommessa che mi sta obbligando ad affrontare questo problema ad ogni singola pagina XD!

So che hai alcuni progetti in corso per futuri libri e sulla tua galleria di Deviantart si possono notare i nuovi volti delle tue storie. Ti senti di poter svelare qualcosa sui tuoi lavori? C’è la possibilità di vedere presto su qualche scaffale un tuo nuovo libro?

Ma certo, anche perché il mio secondo romanzo uscirà a breve! Ancora non posso fornire una data precisa ma confido che entro novembre 2012 sarà disponibile :3
“L’Ultimo Volto della Luna” è un fantasy d’ispirazione storica che racconta le avventure della giovane druidessa celtica Keita e dei suoi fratelli adottivi Tylan e Garret.
Guidata da una criptica visione ricevuta il giorno della sua consacrazione come sacerdotessa, Keita affronta un lungo e pericoloso viaggio verso l’Egitto dove il suo destino s’intreccerà inesorabilmente con quello di Reshra, un arrogante e viziato principe egiziano.
A fare da sfondo alla vicenda abbiamo le lussureggianti foreste bretoni, il palazzo reale di Tebe, e un cast di personaggi celti ed egizi pronto a dimostrare come la sorte di due mondi così lontani e opposti sia in realtà strettamente collegata. Tra cerchi di menhir, esplorazioni di tombe sotterranee e l’incombente presenza di una forza del male proveniente dal passato vi prometto che ne vedrete delle belle!
Per quanto riguarda il nuovo progetto al quale sto attualmente lavorando invece, posso svelarvi la premessa come già accennato nella domanda 10.È una storia nata in seguito ad una scommessa fatta con un amico ma soprattutto con me stessa, ossia scrivere una storia che contenesse questi tre elementi:
-         Sirene
-         Ambientazione Steampunk
-         E… un protagonista ultrasessantenne!
Auguratemi buona fortuna X3

Giuro che dopo questa ho finito! Cosa consigli a noi aspiranti scrittori?

Scegliete come tema qualcosa che veramente vi appassiona. Un’ambientazione nella quale potete sguazzare felicemente sentendovi sempre a casa vostra. Parlate di emozioni, idee e valori che per voi sono importanti ma non dimenticatevi che in quanto scrittori speranzosi di pubblicare non dovete scrivere soltanto per voi stessi ma anche per il pubblico, perciò cercate di moderarvi XD! Io sono il classico esempio di autore che si affeziona ai propri personaggi e si lascia coinvolgere da loro a tal punto da sprecare intere pagine in dialoghi divertentissimi da scrivere ma assolutamente inutili alla comprensione e all’avanzamento della storia. Divagare ogni tanto fa tirare il respiro al racconto ma se esagerate la trama inizia a farsi rarefatta.
Non create personaggi tanto per fare, ma date ad ognuno di loro un ruolo preciso e utile all’interno del racconto, ovviamente ci saranno sempre personaggi di serie B, ma cercate di rendere interessanti e di fare in modo che nel loro piccolo contribuiscano all’atmosfera. Nel caso di personaggi in esubero cercate di accorpare vari ruoli in uno solo e non disperate se sarete costretti a tagliar fuori proprio il vostro preferito… potrete sempre utilizzarlo per una nuova storia!
Non scoraggiatevi se le vostre prime storie non vi soddisfano, non fossilizzatevi su una sola idea, su una sola “saga” e sentitevi liberi di mischiare, fare copia-incolla da un racconto all’altro e provate a dare ruoli diversi ad un personaggio mantenendo la sua identità. A volte basta un cambio d’ambientazione o di allineamento (ad esempio trasformare un buono in un cattivo o semplicemente affiancargli un partner piuttosto che un altro)  per ottenere risultati sorprendenti.
E soprattutto non arrendetevi se gli editori vi respingono °^°! Nemmeno io sono arrivata chissà dove con i miei romanzi e dubito che inizierò a vendere milioni di copie dall’oggi al domani, però sto migliorando il mio modo di scrivere, imparando trucchi e sperimentando cose sempre nuove. Le mie storie col tempo stanno acquistando forza e io una grande fiducia in loro e mi stanno aiutando a crescere sia dal punto di vista creativo che come persona, perché anche la vita è fatta di storie :3


Grazie mille Sara, non solo per la tua disponibilità, ma anche per le tue parole. Già con la mia prima intervista avevo notato gli effetti sorprendenti del confrontarsi con gli altri e anche questa volta provo le stesse emozioni. Perché per una "scrittrice" che perde fiducia in sé e nel proprio libro non c'è niente di più utile e più stimolante del sentire parole di incoraggiamento e piene di entusiasmo. Condivido i consigli che hai scritto e mi piace il tuo metodo del copia-incollai xD
Aspetterò con ansia il tuo secondo libro, mi incuriosisce molto! E ovviamente in bocca al lupo anche per quello che stai attualmente scrivendo. Da quel che ho visto su Deviantart e sul sito del tuo libro direi che sta venendo su parecchio bene e anche quello, sarai felice di sapere, mi interessa eccome...! x3

Spero che l'intervista vi sia piaciuta! ^^
Grazie ancora Sara per averci tenuto compagnia :)

Yvaine

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