domenica 2 settembre 2012

Recensione "Il cammino del penitente" di Susana Fortes


Folletti!! Finalmente sono riuscita ad ultimare la recensione dell'ultimo libro che ho finito di leggere! Basta, non mi dilungo ancora, questo post ha aspettato troppo tempo per vedere la luce, ora voglio farvelo leggere! U_U

Il cammino del penitente

Titolo: Il cammino del penitente.
Autore: Susana Fortes
Pagine: 282
Editore: Nord
Prezzo: 16,50 €
Serie: Autoconclusivo, ma con possibile seguito, 
come afferma la stessa autrice, in una nota a fondo libro

"I santi sono eretici di successo, e gli eretici sono santi falliti"

Trama

E' mattina quando Lois Castro viene informato di un singolare quanto macabro omicidio. In tutti quegli anni di esperienza mai un caso lo aveva inorridito di più, mai era stato preso così tanto dalle indagini. La vittima è una studentessa universitaria, Patricia Palmer, ritrovata in una pozza di sangue nella cattedrale di Santiago de Compostela. Una giovane come tante che crede di poter cambiare il mondo con le partecipazioni alle manifestazioni per la difesa dell'ambiente, con uno spirito talmente combattivo da non farle temere neanche i nemici che si è procurata tra i proprietari di un'importante fabbrica locale.
Un'altra vita si intreccia a queste vicende, quella della giovane e taciturna giornalista Laura Màrquez, a cui per la prima volta viene affidato un articolo importante sulla sparizione del Liber apologeticus, un antico manoscritto prestato dalla Chiesa all'università di Santiago. Grazie alle approfondite ricerche, alla sua testardaggine e alla sua curiosità, Laura scopre che l'ultima persona ad aver consultato il testo di Priscilliano è stata la stessa ragazza trovata morta.
Chi era Patricia Palmer? Chi l'ha uccisa e perchè? Che ruolo ha in tutto questo il Liber apologeticus?

Commento

Data la mia recente svogliatezza verso la lettura ho pensato bene di comprare questo libro perché, per quanto i fantasy possano essere carichi suspance e colpi di scena, un thriller/giallo è sempre un thriller/giallo u.u
Partiamo però con ordine, come di consueto, dalla trama, che a mio parere si merita la lode.
La religione svolge un ruolo importantissimo nelle vicende narrate ed è soprattutto interessante la dottrina di Priscilliano che francamente non ricordavo. Inoltre la maggior parte dei personaggi criticano la Chiesa dell'antichità, ma anche dell'attualità. Mi ha fatto piacere riscontrare nel libro alcune mie considerazioni a riguardo, ma capisco che per chi è credente la questione si complica e la cosa può anche infastidire.
Orientamento religioso a parte, la storia è intricata e intrecciata in maniera impeccabile, con personaggi tutti da scoprire, di cui ciascuno è custode di un segreto, tutti collegati da un invisibile filo.
Stando agli appunti presi durante la lettura il personaggio che ho apprezzato di più è uno di quelli secondari.
Lois Castro non mi è sembrato poi tanto diverso dagli altri poliziotti e, se per questo, neanche un veterano. Anche lui, come i suoi colleghi, ha difficoltà a conciliare il lavoro con la vita privata, ma mette sempre al primo posto il lavoro anche se ama davvero molto sua figlia. Forse l'unica nota originale è il suo continuo sottolineare che, per quanto il suo lavoro sia difficile, è anche interessante svolgere l'indagine, seguire le piste e pregustare in bocca il sapore della "vittoria", la conclusione di un caso. Non so se condivido molto l'idea, ma va bene lo stesso.E poi vorrei proprio chiedergli com'è possibile che mettersi alla guida di un'autoaiuti a riflettere. Per quanto si possa essere in grado di fare più cose contemporaneamente credo che la guida sia inconciliabile con la maggior parte delle cose. Se poi si tratta di riflettere su un omicidio la questione si complica ancora di più, ma magari mi sbaglio.. Ve lo farò sapere quando prenderò la patente u.u
Laura Màrquez mi è rimasta indifferente, probabilmente il suo carattere un po' freddo e distaccato non mi ha permesso di affezionarmi a lei, pur essendo il suo background interessante e poco scontato. Rimane un personaggio di spicco soprattutto per il fatto che la sua storia prima di giungere a Santiago viene somministrata al lettore col contagocce e perché, tutto sommato, contribuisce alle indagini.
Patricia Palmer non so come definirla: mi sono chiesta se il tipo di vittima più scontato di cui si possa scrivere sia una santarellina o una persona non troppo perfetta, e non sono riuscita a darmi una risposta.. Preferisco quindi non sbilanciarmi.
Un personaggio che invece mi è piaciuto è Villamil, un eccentrico quarantenne dalla cravatte improponibili. E quando dico che sono improponibili lo dico davvero: se non ricordo male ne aveva una con Bugs Bunny e una con Cip e Ciop xD
Comunque mi è sembrato un personaggio abbastanza originale, stravagante senza ombra di dubbio, ma anche furbo, intelligente e a volte anche saggio.
Piccolo spoileeeer! Se volete leggere lo stesso basta evidenziare la striscia colorata e vedrete cosa c'è scritto!
Soprattutto mi piace il suo rapporto con Laura e.. benché ci sia una differenza d'età abbastanza notevole la cosa non mi ha disturbato poi molto, come invece mi accade di solito. Non so, insieme ce li vedrei bene ^^
Un altro personaggio che mi è piaciuto è Roberto, ma sarà solo per il fatto che, come ormai sapete, subisco l'irresistibile fascino dei ragazzi belli e dannati.. *sospira*
Nel complesso quindi i personaggi mi sono sembrati caratterizzati abbastanza bene, tuttavia però c'è un qualcosa che manca, che riesca a imprimerli nella memoria del lettore, nessuno spicca tra gli altri. Questo può essere dovuto anche alla brevità del libro e per il fatto che l'attenzione sia tutta concentrata sulle indagini e un po' sul passato dei personaggi e non sulla loro vita attuale.
Detto ciò possiamo arivare all'ultima tappa: lo stile.
I capitoli sono alternati, uno dal punto di vista di Lois Castro e l'altro da quello di Laura. A parer mio questo metodo è efficace per catturare l'attenzione del lettore, solo che certe volte ci si perde un po', soprattutto perché a volte l'autrice non riprende esattamente il racconto da dove l'ha interrotto.. Ad esempio alla fine di un capitolo Lois Castro sembra avere un'illuminazione e si fionda fuori in strada. Dopo aver letto quello dal punto di vista di Laura Màrquez, vediamo una scena che coinvolge il commissario che non c'entra molto con quella lasciata in sospeso.
La scrittura scorre via piuttosto leggera e senza freni, grazie alle nuove scoperte che si leggono pagina dopo pagine, ma nonostante ciò ci sono alcuni elementi che rallentano un po' il ritmo, come ad esempio le descrizioni fin troppo schematiche dell'aspetto fisico dei personaggi che non hanno un minimo di musicalità, e poi le descrizioni piuttosto dettagliate che riguardano la fabbrica Ferticeltia davanti alle quali risulta difficile stare dietro.
A dir la verità me lo aspettavo un po' diverso, data la frase sulla copertina "Un movente che risale al IV secolo...". Però nonè stata una lettura malvagia; l'ho trovata carina e piacevole.. Ogni tanto ci vuole un cambio di genere ;)
Dunque consiglio il libro prima di tutto a chi non è molto credente o comunque a chi le critiche sul cristianesimo e sulla chiesa non danno fastidio, e poi a chi ha voglia di immergersi un po' in un mistero intricato che coinvolge tante, troppe persone.

Voto:


Yvaine

1 commento:

  1. Ciao Yvaine!
    Bella recensione e la trama mi incuriosisce abbastanza.
    Baci!
    Sara_Chan

    PS. avevi detto che ti eri messa come mia follower nel mio blog, ma io non ti vedo.

    RispondiElimina

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