venerdì 26 luglio 2013

Kids, let's read! #3


Buon Venerdì sera, Folletti! ^^
Allora, com'è stata questa settimana per voi? Per me molto afosa e impegnativa, tra lettura, scrittura e impegni vari =S
Ma meglio avere le mani occupate che stare in panciolle tutto il tempo, no?
Ed ecco per cosa ho lavorato in parte questa settimana: per riprendere l'appuntamento con Kids, let's read. Non vi ricordate di che rubrica si tratta? Eccovi rinfrescata la memoria ;)

Kids, let's read! tratta dei libri per bambini che ho letto da piccola o che ho letto di recente. Ogni settimana quindi, di venerdì, troverete una mini recensione su una lettura per bambini. Ho deciso di dividere queste piccole recensioni dalle altre per fare un po' di chiarezza. Spero che l'idea possa piacervi o quanto meno esservi utile!


Titolo: La vera storia di Una Fairchild.
Autore: Marissa Burt
Pagine: 297
Editore: Fanucci Editore
Prezzo: 14.50 €
  Serie: 01. La storia di Una Fairchild;
                         02. Story's End (non ancora pubblicato)
Trama

Una Fairchild ha dodici anni e la sua più grande passione sono i libri. Orfana di entrambi i genitori, in dodici anni di vita ha cambiato cinque famiglie affidatarie, ma nessuna le ha saputo dare un po' d'affetto. Così ha cercato rifugio nella lettura e ha trovato amici e compagni di avventure più validi di quelli reali.
Durante la pausa pranzo Una è solita recarsi nella biblioteca della scuola per immergersi nella lettura di un libro, seduta in una sezione appartata e poco frequentata.
Ed è proprio in quell'occasione che Una trova il libro che le cambierà la vita, perché la porterà a Story, il paese delle storie, e più precisamente alla Perrault, una scuola in cui tutti i ragazzi della sua età imparano ad essere Personaggi: coraggiosi Eroi, amabili Lady o malvagi Cattivi.
Ma Story non è il paese perfetto che ci si aspetterebbe: infatti un inquietante minaccia attende nell'ombra, pronta a trascinare nell'oblio l'intera Story.
E Una, insieme ai suoi nuovi amici Peter e Sam, si immergerà tra le leggende di Story per svelarne i misteri e proteggerne gli abitanti.

Commento

La vera storia di Una Fairchild o Storybound - che francamente preferisco - è una storia sorprendente, innovativa e che soddisfa il lettore sotto ogni punto di vista. C'è il Cattivo perfetto, l'Eroe il cui destino è salvare il mondo, c'è dunque una profezia, aiutanti formidabili e una giusta dose di colpi di scena, tutto condito con la fantasia inarrestabile di Marissa Burt.
Ma andiamo ad analizzare meglio il libro nelle sue parti, cominciando da quel che si vede a prima vista.
Se la Fanucci Editore ha sbagliato a tradurre il titolo, ha fatto una scelta più che giusta mantendendo la copertina originale, dai colori caldi e vivi che ti fanno sentire a casa.
Ed ecco il primo punto a favore.
La trama l'ho trovata semplicemente deliziosa e mai scontata. La prima parte, che dura un centinaio di pagine, si sviluppa quasi interamente in tutta tranquillità, ma non si cade mai nella noia.
Il lettore viene pian piano introdotto nella realtà di Story: ne si svelano le procedure, la realtà quotidiana, la vita scolastica e l'oscuro passato di cui si perdono i particolari nei recessi del tempo. Il lettore non può che ritenersi soddisfatto poiché tutto viene spiegato, ma è dato anche il dovuto spazio alla fantasia.
I particolari della trama vengono dosati con maestria, in ogni capitolo c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e Marissa Burt ce lo racconta attraverso Una e Peter e i loro pedinamenti alla ricerca della verità.
Nella seconda parte del romanzo invece, il ritmo si fa più serrato, le pagine trasmettono adrenalina e un cocente desiderio di sapere cosa succederà nel capoverso successivo.
Anche nell'ambito dei personaggi sono rimasta colpita. Ognuno ha una propria caratteristica che lo distingue dagli altri.
Sono stata piacevolmente colpita da due personaggi in particolare, ma non vi svelo i nomi per non togliervi il piacere di scoprirlo da voi.
Una, nonostante il suo passato, è una ragazzina forte e intelligente. Alcune volte - poche - ha dei comportamenti o dei pensieri che ho trovato un po' infantili, ma sono sicura al 200% che a dodici anni li avrei reputati normalissimi. L'unica cosa che mi ha lasciata perplessa di lei è che fin da subito si adegua alla sua nuova vita, sembra quasi che non sia cambiato nulla. E' vero che nella sua vita precedente non si sentiva a suo agio e non ha motivo di desiderare di tornare indietro, però di primo acchito mi è sembrato strano.
Peter invece è molto più ingenuo e ragazzino, non so se questo è dovuto al fatto che è un maschio (preciso: sto scherzando... in parte u.u), che ha sempre vissuto a Story, che ha dodici anni, o un mix di tutte queste cose. Fatto sta che a volte ti fa venir voglia di lanciargli occhiate torve in stile Una.
Sam.. be' è semplicemente un felino adorabile e altezzoso come solo un gatto può essere!
Endeavor mi sembra un bel personaggio, ma non posso dire altro, visto che si vede per una minima parte del libro. Sicuramente si scoprirà qualcosa su di lui nel prossimo volume.
Per quanto riguarda il cattivo di questa storia... lo lascio giudicare a voi! Sappiate che è una delle cose che mi è piaciuta di più!
Passando a esaminare il linguaggio, si legge bene, è uno stile fresco, essenziale ma evocativo. Ho apprezzato la scelta di lasciare i nomi originali dei personaggi e dei luoghi che molte volte richiamano la personalità del personaggio o una caratteristica del luogo. (scusate la ripetizione)
Qui però ho una pecca da segnalare. Ci sono molti punti in cui il testo è troppo "concentrato": avrei mandato il testo a capo, ma il traduttore era di un'opinione diversa. Può essere solo un fatto di impressioni, ma io mi sono sentita un po' soffocare senza quel giusto stacco.
Un'altra cosa che mi ha infastidita sono le ripetizioni in cui a volte si incappa. Vi faccio un esempio pratico:

Alla fine si fermarono davanti a una gigantesca PORTA di metallo, piantonata da due guardie. La PORTA era chiusa da un lucchetto enorme, che tuttavia sembrava essere solo di facciata. Invece di tirar fuori una chiave altrettanto grande per aprire la PORTA, la donna appoggiò la mano su un pannello lucente che si trovava a lato della PORTA. Il sigillo della PORTA si aprì con un sibilo.

Ecco, questo è l'esempio più eclatante, ma le ripetizioni sono di questo genere. Insomma,
niente di grave, ma... c'erano mille altre modi per scrivere una cosa del genere senza dover ripetere in ogni frase la parola "porta".

Dunque, tirando le somme: Storyboun si merita la piena sufficienza e lo consiglio a chiunque abbia voglia di sognare e di entrare in un mondo che, probabilmente, ha sempre sperato che esistesse.
Età: il linguaggio mi è sembrato leggermente complicato per bambini di 10 anni, come riportato sulla copertina, ma se non si è assidui nella lettura il mio consiglio è di regalarlo ai ragazzi dai 12 anni in su.

Voto: 

Yvaine

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