giovedì 22 agosto 2013

Recensione "Shadowhunters. Città di Cenere" di Cassandra Clare.


Eccoci qui, Folletti, per una nuova recensione! ^^
Il tour de force di Shadowhunters è quasi finito.. in realtà ho completato la lettura della trilogia, ma sul blog ne sentirete parlare un'ultima volta con la recensione dell'ultimo capitolo della saga. Poi giuro che vi do tregua finché non inizierò The Infernal Devices o i prequel, cosa che avverà tra un bel po' di tempo, credo.
E adesso vediamo cosa ne pensa Yvaine di Città di Cenere!

Shadowhunters. Città di Cenere.


Titolo: Shadowhunters. Città di Cenere.
Autore: Cassandra Clare
Pagine: 466
Editore: Oscar Mondadori
Prezzo: 9.50 €
  Serie: 01. Shadowhunters. Città di Ossa
02. Shadowhunters. Città di Cenere
03. Shadowhunters. Città di Vetro

 Trama e commento

In Shadowhunters. Città di Cenere. ritroviamo Clary e gli altri personaggi dove li avevamo lasciati.
Clary ha ritrovato sua madre Jocelyn, ma non sa ancora come risvegliarla dal coma. Nonostante tutto quello che le è successo, tutto quello che ha scoperto, continua a vivere da mondana, quasi come se nulla fosse cambiato e si tiene il più possibile a distanza dagli Shadowhunters.
Jace, dilaniato dalla scoperta che suo padre è Valentine e che, di conseguenza, è il fratello della ragazza che ama, si getta a capofitto nella caccia ai demoni pur di non pensare.
Valentine, libero e in possesso della Coppa Mortale, si nasconde dove nemmeno il potente Magnus Bane riesce a localizzarlo, tramando nell'ombra contro il Conclave e i Nascosti.
E Brooklyn, dove comincia a nascere la tensione tra gli appartenenti al Mondo Invisibile a causa delle misteriose morti per dissanguamento di alcuni giovani Nascosti.
Che tutta questa sia opera dei vampiri o che dietro si celi qualche altro motivo, non ha importanza: Clary, contro la sua volontà, si trova di nuovo coinvolta in questo gioco all'ultimo sangue. Perché per quanto continui a considerarsi una normale adolescente non lo sarà mai, non potrà abbandonare il mondo degli Shadowhunters, perché lì ha incontrato nuovi amici, come Isabelle e Alec Lightwood, e Jace, il fratello che non avrebbe mai voluto ritrovare.
Nel secondo capitolo della saga The Mortal Instruments Cassandra Clare ci mostra nuovamente la sua abilità nello stupire i lettori con nuovi colpi di scena interessanti, con scene d'azione coi fiocchi che lasciano senza fiato quanto i momenti delle rivelazioni importanti.
Oltre a questi aspetti che abbiamo già potuto riscontrare nel primo volume, la Clare ci fornisce qualche informazione in più sul mondo da lei creato: ci mostra nuove specie raccapriccianti di demoni, ci porta alla Corte Seelie, dove incontriamo la bellissima e inquietante Regina delle Fate.
Ma forse la cosa che mi è piaciuta di più di questo libro è l'inserimento di nuovi punti di vista: la narrazione, sempre in terza persona, spazia da Clary a Simon, da Alec a Jace. E questa innovazione non solo crea la giusta suspance nei momenti più critici, ma dà la possibilità di conoscere più a fondo i personaggi.
Clary è sempre la solita testarda, impulsiva e intraprendente.
Scopriamo un Simon coraggioso, di cui non sospettavamo l'esistenza.
*Attenzione: Spoiler!*
Per un attimo, a dire la verità, ho odiato Clary per aver deciso di trasformare Simon, ma poi la rabbia mi è passata, vedendo quanto il ruolo di vampiro si adatti bene a Simon, che mi piaceva già prima, ma ora ha una marcia in più, un nuovo coraggio e una nuova intraprendenza che non gli appartenevano.
Jace si toglie la maschera da beffardo ragazzaccio e abbiamo modo di comprenderlo un po' di più, ci confida i sentimenti contrastanti nei confronti di suo padre, una sofferenza e un disgusto per se stesso che non ci si aspettava da lui.
Alec è l'unico che continua a rimanere per me un po' un mondo inaccessibile, come un libro a cui mancano le pagine. Ho sempre ritenuto che fosse un ragazzo un po' chiuso e timido, ed era comprensibile in Città di Ossa che non riuscissi a inquadrarlo come si deve, dato che nei dialoghi in cui compariva non rivelava nulla di importante di sé. Ma neanche in questo secondo libro, nonostante i punti in cui si raccontava la storia dal suo punto di vista, mi è stato facile comprenderlo. Mi ha fatto sfuggire una paio di sorrisi e alcuni fischi di ammirazione, ma manca ancora un pizzico di sale a questo personaggio, come del resto per la sorella Isabelle.
Si introducono anche nuovi personaggi, come Maia, una lupa mannara dalla personalità accennata, ma abbastanza interessante e dal passato un po' difficile. Ma del resto la Clare ha dimostrato fin da subito di avere una certa inclinazione per le situazioni complicate o drammatiche.
Tra la battaglia degli ultimi capitoli e le ultime parole cariche di aspettative e di punti di domanda, il finale lascia il lettore con una voglia incontrollabile di avere già tra le mani il seguito.
Per quanto riguarda lo stile, niente da dire, sempre limpido, fresco e frizzante, nonostante in questo libro si noti un'atmosfera un po' più cupa e seria e la simpatica ironia e il pungente sarcasmo si fanno sentire un po' meno poiché ogni personaggio è alle prese coi propri fantasmi e per la rivelazione dei piani di Valentine.
Città di Cenere quindi passa l'esame a pieni voti.

Voto:


Yvaine

3 commenti:

  1. Ho letto il mese scorso il primo e, a breve, mi farò prestare anche questo ^^

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  2. Io ho concluso qualche giorno fa anche il terzo e... ripensandoci con più calma credo che l'ultimo sia il più bello :)
    Una crescita progressiva davvero notevole! ^^

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  3. Sono contenta che ti piacciono questi libri!!
    Io li adoro alla follia!!!
    Anche se mi mancano gli ultimo due!!

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