giovedì 19 settembre 2013

Intervista a Emanuela Valentini

Salve Folletti!
Tutti noi abbiamo ripreso la solita routine, chi è tornato a scuola, chi all'università e chi al lavoro.
Eppure un po' di svago ogni tanto ci vuole! E perché non prendersi un attimo di pausa leggendo una nuova intervista? ;)

In questa intervista non si parlerà di un solo libro, perciò evito di mettere la scheda di un romanzo, ma vi lascerò link utili ^^

La bambina senza cuore: qui trovate la mia recensione.
Il sito dell'autrice, dove potrete scaricare la versione digitale de La bambina senza cuore.
Ophelia e le officine del tempo, il secondo romanzo pubblicato da Emanuela Valentini.
E adesso cominciamo con le domande! ^^



Ciao Emanuela e benvenuta al Pozzo dei Sussurri! Grazie per aver accettato di scambiare due chiacchiere con me :) Ma partiamo subito con la prima domanda, semplice semplice: chi è Emanuela Valentini?
Grazie a te, mia cara, per lo spazio che mi dedichi, sono molto felice di essere qui. Saluto tutti i folletti che ti seguono!
Emanuela Valentini è semplicemente una ragazza con un sogno e la propensione a narrare storie.  


Ogni scrittore mette molto di sé nelle proprie storie, in ogni riga e in ogni parola. Ma qual è il personaggio de “La bambina senza cuore” che ti rispecchia di più in assoluto?
Senza dubbio Rosie Maud, per la componente di rabbia che le gonfia il petto e per la sua incapacità a chiedere aiuto. La chiusura genera mostri e solitudine. Vivo molto meglio da quando ho imparato ad affidarmi agli altri. C’è sempre intorno a noi qualcuno che conosce le risposte ai nostri dilemmi. Nel caso di Maud, questo angelo è Nathan. Nel mio caso la lista sarebbe troppo lunga per essere stilata qui senza annoiarvi.


Leggendo il libro, come dicevo nella recensione, ho amato il tuo modo di scrivere evocativo e poetico. Quale autore (o autori, se ce n’è più d’uno) ha contribuito a formare il tuo stile?
Sono da sempre una estimatrice dei classici. Senza dubbio le letture amate dalla me adolescente sono compenetrate a fondo nel mio animo, e stiamo parlando di Wilde, Dickens, Wells e company. Però credo anche che io scriva così semplicemente per vocazione, perché ho letto e amo anche tantissimo la fantascienza di Gibson e Dick, la roba della beat generation, autori giapponesi contemporanei… insomma non so quanto sia stata contaminata e quanto sia farina del mio sacco. Comunque comincio a stancarmi di questo linguaggio aulico. Presto tenterò di sporcarlo e fare qualche cosa di estremamente differente dalle mie precedenti creazioni. Vediamo cosa esce fuori.


Nella postfazione del tuo primo romanzo hai scritto che la storia di Lola è nata quattro anni fa, durante un viaggio in aereo. Quando e come è nata invece la storia di “Ophelia e le officine del tempo”? Per chi non sapesse di cosa si tratta, potresti dirci qualcosa in più sul tuo nuovo libro? So che c’è in formato digitale: esiste anche una versione cartacea o hai comunque in progetto di stamparlo?
Le Officine del Tempo è nato nel dicembre 2011 da un’idea per un racconto breve. Durante la stesura, tra l’altro giocosa, del testo, ho letto da qualche  parte del Torneo IoScrittore indetto da GeMS e, non avendo nel cassetto materiale da inviare, mi sono industriata a fare di quell’idea un romanzo, che ha superato con mia immensa sorpresa tutte le fasi, fino a inserirsi nei trenta finalisti meritevoli di pubblicazione. Una grande gioia. Indescrivibile. Non esiste ancora una versione cartacea ma spero di potere presto dare buone notizie in proposito. È, in sintesi, un laboratorio di scrittura steampunk, stile che mi affascina molto. Vi si narra la storia di Ophelia, giovane meccanico in un’azienda aeronavale, e del suo sogno di fare l’aviatrice in una Londra nebbiosa e carica di fuliggine. Credo sia una storia avvincente, una grande avventura. Antagonista un professore che ha scoperto il modo di sintetizzare il tempo e di sottrarlo a taluni per rivenderlo a ricchissimi acquirenti. Leggendo si scoprirà come le attività di quest’ultimo siano strettamente legate al passato di Ophelia. Il doppio finale mi ha dato grandi soddisfazioni e anche i lettori, almeno la maggior parte di loro, hanno confermato che funziona. Se lo leggerai mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.


Da quello che ho capito, correggimi si sbaglio, Ophelia ha dei tratti steampunk. E’ un genere a cui mi sono avvicinata da pochissimo, ma che già mi affascina, quindi ti chiedo: come si scrive una storia steampunk? Quali sono i requisiti minimi che un romanzo di questo genere deve avere?
Come ti dicevo nella domanda precedente, la risposta è affermativa. Si tratta senza dubbio di un romanzo con connotazioni steam, nelle atmosfere vittoriane in netto contrasto con la tecnologia, avanzata ma vintage; nell’uso di macchine volanti che funzionano con la potenza del vapore, nella descrizione dell’abbigliamento etc. Questi, in breve, gli ingredienti delle storie steam. Essenziale è l’anacronismo, tracce di futuro nel passato o viceversa, l’attenzione ai materiali: vanno alla grande rame, ottone, legno. Devono comparire caldaie, per forza di cose. I personaggi, se bizzarri e facenti uso di oppio e assenzio, è meglio. J


Qual è il luogo e il momento che preferisci per dedicarti alla scrittura?
Uh, fosse per me scriverei sempre, ovunque. Prediligo però il mattino, perché la mente è riposata. Questo ovviamente non è possibile, perché lavoro.


Scrivere per te è…
Io scrivo per un bisogno interiore di comunicare. E l’unica forma di comunicazione in cui riesco a esprimermi al meglio è quella di narrare storie. Scrivere è un percorso parallelo che mi accompagna da sempre, come un amico immaginario. Anche un luogo segreto in cui tornare. Un modo di essere.
Scrivere è certo la parte di me che non cambierei, per nulla al mondo.


Per scrivere e ideare nuove storie da cosa ti lasci ispirare maggiormente? Libri, musica, immagini, piccole cose della vita quotidiana…?
Tutto quello che hai detto. L’ispirazione non la vado mai a cercare. Viene da sé, attraverso le esperienze quotidiane, i film che vedo, i libri che leggo, le persone che incontro. A volte anche le strane forme delle nuvole, o i giochi di luce del sole attraverso le fronde degli alberi mi sono ispiratori. È un po’ come leggere attraverso la simbologia del mondo.


Qual è il genere letterario che ti piace di meno?
Harmony e l’erotico. Mi viene l’orticaria solo a pensarci.


Quando metti piede in una libreria non puoi fare a meno di comprare almeno un libro, col risultato di accatastare volumi su volumi in attesa di essere letti, o preferisci ultimare una lettura prima di acquistare qualcos’altro?
Acquisto libri come se non ci fosse un domani. Me ne frego di averne a dozzine ancora da leggere. Li voglio tutti. La mia è una vera e propria forma maniacale; ho con certe cose un rapporto da collezionista.  Libri e scarpe, tanto per capirci. Due cose che non bastano mai.


Come avrai certamente capito sono una persona curiosa e questa domanda avresti dovuto aspettartela u.u Hai qualche nuovo progetto in cantiere di cui ci puoi parlare? O è un argomento top secret?
Ho in stesura avanzata un romanzo un po’ difficile da classificare. Distopico storico, diciamo. Ancora, come prevedevi, non posso dire molto: ti anticipo che la protagonista si chiama Priscilla e possiede una strana, stranissima empatia …


Bene, siamo giunti al termine di questa intervista, ma prima di salutarci, come di rito, devo farti un’ultima domanda: cosa ti senti di consigliare ai giovani aspiranti scrittori che si nascondono tra i miei Folletti?
Leggete come se piovesse. Non quello che va di moda. Leggete le cose eterne. Quelli sono i maestri. Se sono eterni ci sarà un motivo…


Grazie Emanuela per avermi concesso un po’ del tuo tempo e per questa piacevolissima chiacchierata. In bocca al lupo per la tua carriera di scrittrice e tanta, tanta fortuna nella vita di tutti i giorni!
Un abbraccio e.. al prossimo libro! ;)
A presto! Grazie a te per avermi ospitata. Un abbraccio e tanti bacini ai folletti J


Folletti, spero che abbiate trovato utile e interessante questa intervista e di avervi avvicinati a questa promettente scrittrice italiana, per chi ancora non la conoscesse!

Alla prossima e buon pomeriggio a tutti! ^^

Yvaine

2 commenti:

  1. Che bella intervista!!
    Io sono davvero curiosa di leggere Ophelia e le officine del tempo!!!!
    Mi attira un sacco!

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  2. Anche io! **
    Se solo avessi il tempo di fare tutto quello che voglio.. Credo che mi convenga aspettare di essere un po' più libera.

    Mi fa piacere che l'intervista ti sia piaciuta, comunque! :)

    RispondiElimina

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