sabato 14 settembre 2013

Recensione "La bambina senza cuore" di Emanuela Valentini



Buongiorno Folletti e ben ritrovati al Pozzo dei Sussurri dopo l'ennesima settimana di pausa. Le cause? Un po' problemi di natura tecnologica e un po' l'ansia per i compiti non ancora finiti, nonostante la scuola ormai sia alle porte. Ma che dico? Comincerà solo dopodomani! ç___ç
Ma adesso lasciamoci alle spalle tutte le cose spiacevoli e andiamo a conoscere un "nuovo" libro, che molti di voi conosceranno sicuramente, anche se forse qualcun altro ne ignora quasi del tutto l'esistenza.

*Le immagini di seguito sono le illustrazioni presenti nel libro*

La bambina senza cuore


 Titolo: La bambina senza cuore.
Autore: Emanuela Valentini
Pagine: 282
Editore: Speechless Books
Prezzo: 00.00 € versione digitale
15.00 € versione cartacea

Trama e commento

Ebbene sì, amici del Pozzo dei Sussuri: anche Yvaine si è finalmente decisa a leggere La bambina senza cuore! Un libro particolare, che mi ha convinto ma solo in parte.
Ho rimandato la lettura perché credevo fosse una storia dai toni horror e, come sapete, soffro di Fifa Blu. Poi alla fine questa estate, non sapendo proprio cosa leggere, mi sono detta: perché no? Era un libro breve, che sussurrava parole seducenti al mio orecchio mentre gli altri tacevano silenti sugli scaffali.
E così ecco che ho ascoltato la storia di Emanuela Valentini. 
Una storia che comincia nel lontano 1890 a Whisperwood con la morte di Lola, a cui si intrecciano crimini indicibili, forze oscure e arcane che si trasformano in maledizioni e si protraggono nel tempo fino al 1990. Lola ha vissuto per cento anni sospesa tra due mondi, con l'unica compagnia di un gargoyle, del fantasma di un poeta che non ricorda il suo passato e di un angelo di marmo, finché una sera Nathan Morris, cercando di sfuggire dalle grinfie degli assassini che uccidono chiunque si aggiri in città dopo il tramonto, giunge per caso al cimitero.
Questo fortuito incontro sconvolgerà entrambi: spezzerà l'equilibrio della tranquilla e noiosa vita di Nathan e ridarà la speranza a Lola di far luce sul suo passato e di permetterle finalmente di raggiungere l'aldilà. 
Per Nathan non si tratterà semplicemente di aiutare la sua nuova e strana amica, ma scoprirà di essere coinvolto nel mistero più di quanto crede... 
Due ragazzi, diversi e separati da due mondi inconciliabili ma al contempo molto simili, una corsa contro il tempo alla ricerca della verità e di qualcosa che sciolga i nodi irrisolti risalenti a cento anni prima che affliggono Whisperwood e i suoi abitanti.
Da questa breve trama avrete capito che si tratta di una fiaba dai toni gotici e tenebrosi, che mi hanno fatto ripensare alle atmosfere e alle ambientazioni di di Neil Gaiman nei libri Il figlio del cimitero e Il cimitero senza lapidi e altre storie nere. Con queste letture ho scoperto il fascino di queste storie che forse personalemente non capisco appieno, ma che hanno il potere di ammaliarmi e di offrire spunti di riflessione. 
Il lettore si trova così percorso da brividi di eccitazione mista a inquietudine, alimentati dallo scenario del cimitero e delle anime che vi abitano, dai misteri che avvolgono Whisperwood, Lola e Nathan, dalle misteriose creature che uccidono la gente di notte, dai Buoni Vicini di cui non si capisce se siano malvagi, esseri imparziali o effettivamente buoni come suggerirebbe il nome. Ma questo lo lascio giudicare a chi vorrà leggere il libro.
Per quanto riguarda l'intreccio è davvero impeccabile il modo in cui ogni evento, ogni enigma, compenetri nell'altro, creando una fitta rete in cui, una volta fatto vibrare il primo filo, di conseguenza vibrano anche tutti gli altri.
La trama passa a pieni voti il mio pensiero critico.
La stessa cosa posso dire, per metà, per quanto riguarda i personaggi. Per metà solo per il semplice fatto che non sono entrata in completa sintonia con nessuno di essi.
Li trovo tutti ben congegnati, ognuno con i propri punti di forza e debolezza, che riescono ad essere eroi anche nel piccolo. E non se ne incontrano più molti nella letteratura contemporanea.
Nathan in primis. E' un ragazzo di quattordici anni, con gli slanci emotivi propri di quell'età, impulsivo e idealista, ma che ha la forza di portare sulle sue spalle un peso che toccherebbe prendere agli adulti, un coraggio che proprio questi ultimi a volte non hanno.
Lola è la perfetta principessa da fiaba gotica, a volte quasi un po' svampita, con la fissa del té amaro, ma che nonostante sia passato un secolo dalla sua morte riesce ancora a provare sentimenti intensi quali affetto verso i suoi amici, dolore e sofferenza, un'anima saggia col volto da bambina.
Rosie Maud, schiva e un po' ambigua, persino un po' inquietante nei suoi strani modi di fare, debole e forte al tempo stesso anche lei.
E poi c'è William Morris, che forse è il personaggio che ho apprezzato meno per la sua "inettitudine" a fare il padre. Non mi sento di criticarlo fino in fondo, ma non potevo credere nella sua totale chiusura mentale, nel non cedere alle insistenze del figlio che chiedeva solo un po' di ascolto e qualche dimostrazione in più di affetto, che voleva intavolare un dialogo con suo padre, senza litigi ma parlare solamente, da uomo a uomo. E' vero che non tutti siamo perfetti e che William fosse convinto che così facendo avrebbe protetto il figlio, ma forse, da adolescente quale sono anche io, non riesco a capacitarmi di questa cosa come lo stesso Nathan.
Giungiamo così a parlare dello stile dell'autrice, di cui veramente non so cosa dire. E' spiazzante, folgorante, che ha in sé una nota ancestrale, come se nascesse da chissà dove e arrivasse fino alle nostre orecchie come un canto melodioso, una musica arcana, dirompente e bellissima. E' uno stile che richiama a quello di scrittori precedenti, con splendide metafore e similitudini e contribuisce ad affascinare il lettore. Eppure non risulta mai pesante, almeno per me. Al contrario di alcuni stili di scrittura molto più ampollosi e sfiancanti, quello di Emanuela Valentini fila liscio come l'olio.
Per concludere, due brevi parole sul finale: mi ha un po' spiazzata, non ho immaginato nessun modo in cui potesse andare a finire questa storia. L'ho dovuto un attimo metabolizzare. Perdonate se non aggiungo di più,
ma non vorrei influenzare il vostro pensiero.
Arriviamo quindi alla nota dolente della recensione. Sì, vi starete chiedendo come possa esserci una nota dolente dopo tante belle parole. Ma come accennavo sopra, c'è qualcosa che non è riuscito a convincermi fino in fondo, anche se non ho ancora capito cosa. Ho letto il libro in formato ebook e forse sapete quanto io non sopporti l'idea. Forse è questo che mi ha causato una specie di blocco, nonostante questo mio personale parere non mi abbia causato nessun tipo di pregiudizio nei confronti dell'autrice o dell'opera stessa, anzi. Ho molto apprezzato l'idea della rivista Speechless.
O, altra ipotesi, questa poca affinità col libro può essere dovuta al poco tempo che ho potuto dedicargli. Non lo so proprio, fatto sta che non me lo sarei mai aspettato, dato che ci sono tutti i buoni propositi per entrare nella mia topten: una talentuosa scrittrice italiana, una storia originale e accattivante, personaggi, trama e stile che lasciano senza fiato. 
Quasi mi sento in colpa per questa mia aridità emotiva che non ha giustificazione.
Perciò io vi consiglio ugualmente La bambina senza cuore con tutto... il cuore! (non vuole essere una battuta di cattivo gusto u.u) Non ho motivo per non farlo e spero che vi possa emozionare come purtroppo e chissà perché non è successo con me!
Non escludo di ordinarne una copia cartacea! ;) 


Voto:


Yvaine

7 commenti:

  1. A me è piaciuto con riserva, un po' come a te! ^^ Solo che, nel mio caso, ho apprezzato decisamente meno lo stile (l'aulico non è nelle mie corde, io sono per la scuola del "pane al pane, e vino al vino", mea culpa, ahaha! XD) e ho trovato un po' forzato anche l'intreccio, nel suo complesso... ottime invece, anche secondo me, l'atmosfera gotica e i particolari in perfetto "Burton style"! :D

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  2. Ciao Sophia! ^^
    Eh sì, mi rendo conto che non a tutti può piacere uno stile così particolare. Però davvero, ho letto altri autori che usano magari un linguaggio un po' più semplice, ma che infarciscono tutto di aggettivi, rendendo il testo più pesante di uno dei classici più ostici da leggere.
    In alcune circostante il linguaggio ricercato sembra piazzato lì solo per colpire, troppo artificioso per risultare scorrevole. Invece trovo che lo stile Emanuela Valentini sia molto più naturale, in sintonia con la storia e per questo più leggibile.

    E forse hai ragione, sembra tutto un po' forzato, ma forse l'ha fatto solo per enfatizzare il messaggio che voleva trasmettere :)

    Credi che leggerai qualcos'altro di questa autrice? ^^ Sì, sono curiosa come sempre u.u

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  3. grazie Yvaine. Spero che con i miei prossimi lavori riesca a farti emozionare. La bambina è un testo molto particolare, ma in genere scrivo anche cose più normali XD

    un abbraccio e a presto!

    EV

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  4. Lo spero anche io e non ne dubito!
    Aaaah, ma la normalità in fondo è una cosa soggettiva! E le cose che in genere le persone definiscono strambe a me piacciono ;)

    A presto e grazie per essere passata!

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  5. Ciao!
    A me questo libro incuriosiva già prima, ma dopo questa recensione ho capito che devo leggerlo. Non sei la prima che sento fare considerazioni simili. Da quello che ho sentito sembra essere un bel libro, ma con qualche riserva, e adesso devo scoprire in prima persona di che si tratta XD
    Spero di riuscire a iniziarlo.. terminata la pila che ho già sul comodino, sul cassettone, sullo scaffale... ehm, sì. Prima o poi lo inizierò!

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  6. Ciao Alaisse! :)
    Mi fa piacere di non avere in qualche modo influenzato negativamente il tuo pensiero, considerata la mia inspiegable difficoltà nel far scattare la scintilla con questo libro.
    Fammi sapere cosa ne pensi quando lo leggerai, sperando che quello sia stato un problema solo mio perché la storia merita davvero tanto! ^^

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  7. Io volevo tanto leggerlo e ci proverò lo stesso, perché m'incuriosisce tantissimo, solo che ero rimasta a che non esistesse l'edizione cartacea ed, essendo una sfegatata haters degli e-book, non l'ho comprato, o meglio scaricato, perché è gratis.
    Ci proverò con l'edizione cartacea! :D

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