lunedì 2 marzo 2015

Recensione "Una questione privata" di Beppe Fenoglio

Ciao Folletti e bentornati sul blog! 
Come stanno andando le vostre letture?
Le mie abbastanza bene, anche se come vi avevo accennato in questo post non sono state tutte soddisfacenti.
Ma oggi è con immenso piacere che vi parlo di Una questione privata, uno dei miei libri preferiti.


Titolo: Una questione privata
Autore: Beppe Fenoglio
Pagine: 132
Editore: Einaudi
Prezzo: 12.00 €




Il romanzo si snoda in un lasso di tempo breve attraverso i territori delle langhe nei dintorni di Alba, la stessa città natale dell’autore. Questa non è l’unica componente biografica presente nel libro: anche la Resistenza fa parte del vissuto di Fenoglio e la figura di Fulvia può essere rintracciata in un amore adolescenziale dello scrittore; questi sono anche i temi su cui è imperniato il romanzo.
La Resistenza, pur facendo da sfondo alle vicende personali del protagonista, viene rappresentata con parole semplici, ma precise ed evocative da cui si ricava un quadro della situazione dei difficili rapporti tra le varie formazioni autonome, tra i partigiani e i fascisti e tra i partigiani e la popolazione.
Il cuore del romanzo consiste invece nell’amore di Milton per Fulvia, un sentimento distorto a causa dell’idealizzazione della ragazza che gli fa interpretare erroneamente i gesti e le parole di Fulvia tramite il filtro dell’illusione. Nel momento in cui questa favola si incrina Milton tramuta il suo amore in ossessione, che non ha il germe della gelosia, ma che risulta comunque malsana. La sua è la ricerca della verità, vuole disperatamente scoprire cosa c’è stato tra Fulvia e Giorgio, ma soprattutto che la ragazza gli confermi che la sua non è stata un’illusione. Perfino il destino di Giorgio è secondario a questa verità: nel romanzo viene rimarcato più volte il terrore di Milton riguardo alla sua morte, caso in cui (ancora più importante della perdita di un amico e compagno) lui “non avrebbe mai saputo”, e sarebbe morto con l’ossessione del dubbio.
"Una questione privata" si presenta dunque come un romanzo ariostesco per la ricerca di una verità irraggiungibile e sfuggevole e per un amore che porterà il protagonista alla follia, che lo renderà incurante dei pericoli della guerra e che rischierà di farlo uccidere.
L’ambiguità del romanzo si riscontra anche nel finale, ma non voglio rovinarvi la lettura. Nel romanzo, inoltre, la natura subisce una personificazione: rispecchia lo stato d’animo del protagonista ed è compartecipe del suo dolore. Così la nebbia è mistero e timore, così la tempesta imperversa nei momenti di foga e disperazione, e il vento aumenta con la voce del personaggio. Proprio a poche righe dalla fine, invece, il distacco: la natura lo abbandona, è completamente solo.

Pur essendo un romanzo breve, Beppe Fenoglio riesce a inserire una vasta gamma di personaggi differenti tra loro e riconoscibili tramite una rapida ma chiara caratterizzazione di ciascuno. Fenoglio non descrive mai i personaggi, ma lascia che i lettori ricavino un giudizio dalle loro azioni.
Milton si presenta subito come un giovane serio, un po’ ingenuo ma di sani principi che oggi definiremmo “all’antica”: rispetta Fulvia e, nonostante molto spesso si siano trovati da soli, non ha mai approfittato di lei. Nutre grande interesse ed ha una profonda conoscenza della musica e la letteratura straniera, qualità con cui sperava di conquistare il cuore della ragazza, dato il suo aspetto fisico poco attraente fatta eccezione per gli occhi grigi, definiti “tristi e ironici, duri e ansiosi” che ben riassumono la sua personalità. Più volte durante il corso del libro si mostrerà leale e coraggioso.
Fulvia la conosciamo solamente dalla prospettiva di Milton, grazie ai numerosi flashback che ci forniscono un quadro ambiguo della ragazza e dell’intera situazione: molto spesso si prende gioco di Milton senza che lui se ne accorga e in alcuni punti possiamo ricavare informazioni anche sul suo rapporto con Giorgio, che risulta altrettanto incerto. Nelle occasioni in cui sono presenti entrambi i giovani sembra trarre soddisfazione dalla competizione che si viene a creare tra i due amici. Appare dunque frivola e beffarda verso i sentimenti altrui, lusingata dalle attenzioni che le sono rivolte e dalla contesa che ha scatenato. L’immagine che rimane più impressa di questo personaggio è la sua inafferrabilità come se appartenesse alla dimensione del mito.
Lo stesso vale per Giorgio: ne abbiamo sporadiche notizie che contribuiscono a crearne un’idea negativa, essendo anche il rivale in amore di Milton. Di lui sappiamo che è una persona riservata e solitaria che però aveva trovato in Milton un amico fraterno.

In conclusione, un romanzo breve ma intenso, ricco di emozioni coinvolgenti e sconvolgenti, un'analisi magistrale degli effetti psicologici di un amore malato e idealizzato inserita nel complesso quadro della Resistenza. Un libro da leggere perché ha molto da dare, un ottimo approccio alle letture che riguardano la Seconda Guerra Mondiale per chi come me, fino a questo momento, ha avuto difficoltà ad avvicinarcisi.




Voi lo avete letto?

Yvaine

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