mercoledì 27 maggio 2015

Recensione "Gli occhi di un re" di Catherine Banner

Buongiorno Folletti!
Oggi ci aspetta una recensione difficile, non solo per la complessa struttura del romanzo, ma anche per le emozioni contrastanti che mi ha suscitato. Ma proviamoci partendo dalla trama.



Titolo: Gli occhi di un re
Autore: Catherine Banner
Pagine: 456
Editore: Mondadori
Prezzo: 12.00 €
Serie: 01. Gli occhi di un re
02. Voci dalloscurità
03. The heart at war (inedito)




E forse penserai che è una storia triste. Non lo è, in realtà non lo è. E' la mia vita. Tutte le vite sono tristi. Tutti pensiamo di precipitare, a volte. Ma alla fine impariamo a sopravvivere.
Sarebbe sbagliato cominciare questa recensione in un modo diverso, scrivendo la trama di mio pugno o riportandovi quella della sovracopertina. 
Non è la storia di un regno, di epiche guerre e lotte per il potere. E' la vita di Leonard North, un ragazzo di quindici anni, sempre più frustrato e arrabbiato col mondo, stanco della vita che conduce, stanco di non poter essere libero. 
Dieci anni prima a Malonia si verificò un fatto terribile: la famiglia reale fu assassinata e Lucien Kalitz prese il potere. Ma quel giorno per Leo significò soltanto il disgregarsi della sua famiglia: i suoi genitori, sostenitori del governo precedente, furono costretti ad abbandonare il paese, i libri di suo padre inseriti nella lista dei libri Severamente Interdetti. Le strade della città sono costantemente pattugliate, i quotidiani sono pieni di menzogne e l'unica istruzione che ricevono i ragazzi è l'addestramento militare e la dottrina del regime di Lucien. 
Leo non sopporta la sottomissione e la docilità, così non fa altro che ribellarsi alle regole della nonna e a quelle del sergente Markey. 
Un giorno la sua quotidianità viene scossa dal ritrovamento di un libro magico che si scrive da solo, raccontando di una terra chiamata Inghilterra e del principe ereditario sopravvissuto ed esiliato. 
Da qui il libro procede con tre diversi punti di vista facilmente distinguibili grazie alla differente formattazione del testo: uno del Leo del passato, contemporaneo ai fatti descritti; uno del libro magico e uno di un Leo più anziano.
Tutto questo all'inizio disorienta il lettore, ma una volta che si entra nell'ottica suscita curiosità e aspettativa. Chi scrive il libro? Perché? Che connessione c'è tra le vicende di Malonia e quelle dell'Inghilterra? 
Il resto della trama è basato fondamentalmente sulla quotidianità della vita di questa famiglia povera e semplice. Catherine Banner riesce a creare interesse anche dalla staticità e dalla quasi totale assenza di azione e di avvenimenti eclatanti grazie alla caratterizzazione di personaggi di un certo spessore. La dinamicità risiede tutta nell'animo del protagonista e nella sua evoluzione, rendendo la lettura piacevole e veloce.
Leonard non è il solito predestinato, nel cui futuro è stata predetta la salvezza di Malonia. L'unico dovere di Leo è vivere, superare gli ostacoli che gli pone la vita. E' un ragazzo impulsivo, orgoglioso e coraggioso che odia prendere ordini, non ha paura di proteggere il fratello dagli insegnanti che lo prendono di mira e la sua noncuranza del pericolo sfocia spesso nell'incoscienza. E' un protagonista coi fiocchi, buono e intelligente, sì, ma che col suo caratteraccio spesso e volentieri mette nei guai se stesso, il fratello Stirling e la nonna.
Anche di Stirling non ci si può non innamorare. Fin dalle prime pagine si caratterizza per la sua bontà, sincerità e intelligenza, il cui affetto per Leo è smisurato, l'unico in grado di trattenere il fratello dal fare cose sconclusionate. 
Margaret, la nonna, è un personaggio dalla personalità altrettanto forte; Maria, la vicina di casa, è una ragazza madre. forte, gentile e solare nonostante le circostanze a volte avverse, sarà spesso di conforto per Leo e la sua famiglia.
Il ritmo però diminuisce fino ad arenarsi alla prima metà del libro: ha inizio una parte angosciante che si protrae per le successive cento pagine nella descrizione della malattia di un personaggio. L'intento di creare pathos e affetto verso il malato è ben riuscito, ma a parer mio questa strenua descrizione di ogni fase della malattia è eccessiva e sfiancante. Non so dire se non ero nella giusta disposizione d'animo, ed è pur vero che nella realtà non possiamo semplicemente saltare i giorni e arrivare subito al tempo della guarigione, comunque fatto sta che l'ho trovata una scelta compromettente e non necessaria. Avrebbe ottenuto lo stesso effetto con meno pagine. Nella realtà anche nei periodi più bui accadono delle cose che sono in grado di strapparci un piccolo sorriso, ma questi momenti di respiro sono del tutto assenti nel romanzo che qui pecca di verosimiglianza. Non ho apprezzato neanche  la sorta di rassegnazione che coglie i personaggi. Agli avvenimenti ognuno reagisce in modo diverso, ma in questo libro sembra che ci sia un'unica via percorribile: la rassegnazione e l'abbattimento.
Inoltre da qui la storia procede con toni e atmosfere sempre più cupe, in cui gli unici momenti di luce sono rappresentati dai racconti che riguardano l'Inghilterra.
Qui troviamo Ryan, l'erede al trono di Malonia, che francamente ho trovato un po' frivolo, se mi è concesso dirlo. In questo libro tutti hanno un senso del dovere abbastanza forte e lui sembra l'unico ad esserne privo.
Anche Anna non sono riuscita a inquadrarla molto, ma mi pare che abbia già più personalità del principe.
Un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è l'interesse amoroso che si sviluppa un po' troppo velocemente per i miei gusti e non sono riuscita a intravedere qualcosa oltre all'attrazione fisica.
La conclusione mostra una lenta ma progressiva ripresa di Leo e degli altri personaggi, anche se lascia un po' l'amaro in bocca e insoddisfazione, in quanto Lucien, il nemico di leggendaria malvagità, si rivela essere asservito ad un altro personaggio, dandomi l'idea di un uomo senza un reale potere decisionale. 
In conclusione consiglio Gli occhi di un re per i suoi temi importanti. Nel libro trovano spazio lo stupro, la violenza fisica, la morte, la religione, il suicidio; una storia che insegna a prendersi le proprie responsabilità, che non sempre ciò che riteniamo giusto per noi si rivela tale col tempo o per gli altri, che nulla nella vita è scontato ma dobbiamo imparare ad apprezzare ciò che abbiamo, le piccole cose.  
Un libro di formazione sia del protagonista sia del lettore, una storia innovativa e originale che lascia ai lettori un bagaglio di emozioni intense. 





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