giovedì 9 febbraio 2017

#SEMEPI: Parola di... Marta Duò, autrice de "I superstiti di Ridian"

Come già annunciato sulla pagina Facebook, da oggi fino a domenica saremo in compagnia di Marta Duò, autrice de "I superstiti di Ridian", uscito da pochissimo per Plesio Editore. Abbiamo suddiviso le giornate per argomenti, che trovate riassunti qui sotto. Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia QUI sia sulla pagina, se preferite, Marta risponderà volentieri.
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Partiamo da dove tutto ha avuto inizio: come nasce “I superstiti di Ridian”? 
I Superstiti di Ridian ha un’origine comune con tutte le mie storie: il mondo onirico. Tre anni fa il mio cervello, esaurito dallo shock post maturità, decise di trasportarmi in un pianeta immaginario, prossimo al centro della Galassia, in un futuro in cui la Terra era stata devastata dai cambiamenti climatici in atto già oggi. Fuse i programmi di astronomia, geologia, letteratura inglese al documentario Sixdegreescouldchange the world e originò così il background distopico. Questo però lo scoprii qualche mese più tardi; all’inizio mi limitavo a riempire le pagine con l’avventura che avevo vissuto in sogno. Le due voci narranti, Daar e Nerissa, erano i miei occhi, che guardavano attoniti un pianeta possente come Ridian messo in ginocchio da due secoli di guerra, e lottavano per salvarlo dietro barricate nemiche, dietro pregiudizi radicati da generazioni. Inizialmente, avrebbe dovuto essere un racconto. Quando decisi di ampliarlo, mi accorsi che nel mio subconscio era già presente il ricordo di ciò che Ridian era stato un tempo e di ciò che la Terra aveva affrontato, e con essa l’umanità, costretta a crescere le nuove generazioni su un pianeta remoto e ostile. La disperazione dei superstiti di Ridian, umani e indigeni, è ancora viva in me, così come la speranza per cui combattono i protagonisti. Starà a voi scoprire se sarà soffocata dalla crudeltà della guerra o se darà origine a una nuova era.

Parlaci un po’ dei protagonisti del libro! Per qualcuno dei tuoi personaggi ti sei ispirata, volente o nolente, a persone reali? 
I personaggi principali sono tre: le voci narranti Nerissa e Daar, e la professoressa Handel, che muove materialmente le fila della storia. In modo del tutto involontario, la professoressa Handel è la versione romanzata della mia professoressa d’inglese degli ultimi due anni del liceo. Ricordo che, quando mi svegliai dal sogno, la prima cosa che mi domandai fu “ma cosa ci faceva lei in questa storia?”. Handel è un personaggio estremamente ambiguo e complesso, complice il suo viaggio da Ridian alla Terra per diventare insegnante, eppure quando affronta una platea di studenti annoiati è la professoressa che ho conosciuto io: insegna con passione anche là dove non può sperare di far presa, per quanto le motivazioni “letterarie” di questa sua scelta di vita siano caratteristiche del personaggio. A legarla a Nerissa vi sono le lezioni clandestine di letteratura, in particolare di poesia. A Red City, la colonia in cui vivono entrambe, la storia e la letteratura sono infatti soggette a una forte censura, che limita il programma al ventesimo secolo (le vicende sono ambientate nel venticinquesimo). Nerissa è una studentessa di vent’anni, cresciuta con lo scopo di essere portata sulla Terra a pareggiare il tasso di mortalità, insofferente verso il regime della scuola della colonia. È grazie a questo atteggiamento che attira l’attenzione e, in parte, la fiducia di Handel: entrambe sono originarie di Ridian, eppure sono estranee alla corruzione della società umana, abbandonata a se stessa sul campo di guerra. Daar, infine, è un indigeno. Ha la medesima età di Nerissa ma, a differenza sua, ha vissuto sulla propria pelle ogni combattimento, a partire da quello che ha annientato il suo nucleo familiare e ne ha decretato la sorte di guerriero. La contrapposizione tra le loro voci è proprio questa: alle loro spalle vi è una differenza abissale, apparentemente incolmabile, di odio e sangue, soprattutto da parte di Daar. Sono giovani e sono entrambi il frutto delle rispettive società, ma non corrotti al punto da non riuscire a vedere oltre i propri pregiudizi. Impareranno che la lotta più ardua è quella di saper comprendere l’altro, ma l’esito non sarà scontato.

Nella trama si pone l’accento su un tema che, oggi più che mai, torna a farsi vivo: lo scontro tra due mondi, due civiltà. Quanto è importante la diversità nel tuo libro? 
Come ho preannunciato nei punti precedenti, la diversità, in particolare tra popoli diversi, è un tema fondamentale. È caratteristico di un certo filone della fantascienza (nominiamo la Le Guin, dato che la adoro?) ma non ho voluto inserirlo nel tentativo di omaggiare qualcuno o di continuare una tradizione. È piuttosto il frutto dei viaggi che ho compiuto nella mia vita, alcuni in Paesi piuttosto esotici, che cozzano molto con la mia natura sedentaria: ho osservato stili di vita a me totalmente estranei, restandone affascinata, e ho condiviso queste escursioni con turisti annoiati, di quelli che “non vedo l’ora di raccontarlo agli amici”. Ecco, il conflitto che ho stabilito tra il popolo di Ridian e gli umani è basato proprio sul disinteresse a comprendere. Da una parte, i terrestri hanno conquistato Ridian per tentare di sopravvivere, senza nessuna intenzione di scendere a patti; dall’altra, gli indigeni hanno visto fallire ogni tentativo di salvare il proprio pianeta e sono diventati sordi ad altre mediazioni. A pagarne le conseguenze è Nerissa che, pur non essendo un militare addestrato, subisce secoli di diffidenze e rancori come se fosse la causa di ogni male. Non è un caso se lei e Daar hanno la stessa età: le loro mentalità sono formate da eventi e insegnamentiopposti, ma non dalla differenza di anni che ha reso intransigenti, per esempio, gli indigeni più anziani. Per quanto Daar non sia l’unico giovane, possiede una caratteristica che in guerra si tende a sopprimere, la curiosità. Per questo motivo ho affidato a lui il compito di infrangere ogni barriera impostagli dall’esterno, e mostrare che l’unica via per costruire la speranza di un futuro migliore è dubitare, dubitare sempre e indagare con i propri mezzi.

Hai qualcos’altro da aggiungere? 
Sì, una piccola postilla riguardante il documentario che ho citato. Lo vidi più di sei anni fa, quando un mio professore portò questo suo dvd e cercò di incuriosirci circa il programma di geografia. Sono abbastanza sicura che il titolo fosse Sei gradi per la Terra e fosse della National Geographic. Ora, non sono mai più riuscita a recuperarlo in italiano ma, poiché si basava sui celebri studi di Mark Lynas, vi consiglio di cercare Sixdegreescouldchange the world su Google. Non sono sicura che si tratti della versione in inglese dello stesso documentario, ma le teorie alla base sono quelle, così come gli effetti previsti per ogni innalzamento di un grado della temperatura terrestre. Gli scenari non sono affatto rassicuranti, potete farvene un’idea già da qui: http://video.nationalgeographic.com/video/news/wild-chronicles/six-degrees-wcvin La mia incertezza deriva dal fatto che, pur impressionandomi molto, all’epoca lo misi in archivio nel cervello e lì restò, almeno fin quando lui stesso non me lo ripresentò e mi costrinse a cercarlo. Comprendere il disastro in atto sulla Terra è fondamentale per capire come mai, nel XXIII secolo, ho fatto migrare i terrestri su Ridian, in una missione a rischio elevatissimo.

isuperstitidiridianAnteprima: sito Plesio Editore TRAMA: XXV secolo: la Terra è ormai un deserto di sabbia e ghiaccio e le nuove generazioni crescono su Ridian, pianeta prossimo al centro della Galassia. La guerra contro gli antichi abitanti lo ha reso un territorio ostile, in cui le colonie terrestri non sono più al sicuro. Sotto la cupola di Red City vivono Nerissa, studentessa destinata al ritorno sulla Terra, e Handel, professoressa che le impartisce lezioni clandestine di letteratura. Una missione inattesa le trascinerà nel terribile conflitto che ha devastato i due mondi. Al centro di uno scontro di civiltà, Nerissa dovrà scegliere tra le rassicuranti menzogne della sua vecchia vita e le atroci verità che le rivelerà Daar, giovane combattente determinato a porre fine all'epoca della colonizzazione umana.

Ora tocca a voi: avete qualche domanda da fare a Marta? Non scordatevi l'appuntamento di domani!

4 commenti:

  1. Ciaoooo!
    Dunque questa tua di dedicare diversi giorni ad un autore mi piace assai e approvo!
    Poi ho letto la trama di questo libro e.... direi che fa per me vero??? Un distopico!!! <3
    Ma è una serie??

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    Risposte
    1. Ciao! Sono l'autrice del libro e ti ringrazio tantissimo per l'interesse ^^
      Non si tratta di una serie, è un autoconclusivo, anche se non escludo uno spin off, prima o poi ;)

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    2. Ohh che bella parola "autoconclusivo"! XD
      Un pensierino ce lo faccio proprio perchè potrebbe piacermi!! :)

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    3. Grazie davvero :D
      Al momento è disponibile solo sul sito dell'editore, ma a partire dalle prossime settimane sarà ordinabile anche su tutti gli store online. Non mi resta che augurarti buona lettura :)

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