lunedì 6 marzo 2017

Intervista doppia a Bianca Marconero

Come avrete intuito dal titolo, oggi ospito di nuovo Bianca Marconero, una delle mie autrici preferite. L'avevo già intervistata qualche anno fa (QUI potrete leggere il post), ma insieme alla mia compagna di avventure Angharad del blog La Bella e il Cavaliere abbiamo pensato di intervistarla insieme, un'altra volta. No, non abbiamo una passione viscerale per Albion e gli altri libri di Bianca. 
Qui sotto troverete le mie domande, su La Bella e il Cavaliere troverete quelle di Angharad!



A quasi quattro anni di distanza dalla pubblicazione di Albion, dopo l’esperienza Newton, cos’è cambiato per Bianca come autrice?
Ciao, prima di tutto grazie per avermi coinvolto in questa chiacchierata. Credo che il mio iter stia andando nella direzione di una "demitizzazione del mestiere", ma credo che accada in ogni percorso professionale, quando si smetta di guardalo da fuori, e si cominci a viverlo da dentro. 

Parlando di pseudonimi: a parte per una scelta personale, credi che l’alone di mistero contribuisca a far nascere la curiosità nel lettore?
Io credo di no. Credo che lo pseudonimo possa originare da due diverse esigenze. La prima, la più semplice, è l'anonimato. Ci sono persone che per varie ragioni desiderano preservarlo. La seconda è più commerciale,  ci sono persone con nomi che semplicemente non suonano bene o non sono facili da ricordare, per cui  può cambiarlo può essere una scelta di marketing. 


Parliamo dell’ossessione “Marco” (con cui ci stai contagiando!). C’è un motivo particolare per cui sei affezionata a questo nome?
Ci sono due ragioni. La prima risiede nel significato. La nostra società tende a tralasciare il significato dei nomi, o comunque raramente si scelgono nomi della tradizione pensando a cosa significano. Chi cerca i significati, preferisce farlo recuperando nomi "esotici" di altre lingue.
Marco è un nome che viene dal latino. Ma la sua radice è  la parola *mar che i popoli sabini usavano per indicare l'uomo e, per estensione il guerriero. È la stessa che troviamo nel nome del dio della guerra MARS.  
MAR(TI)CUS, da cui deriva MARCUS, significava proprio "consacrato a Marte". Quindi in questo nome si sintetizzano l'uomo e il guerriero. Chiaro che il guerriero che avevo in mente io non è quello che va in guerra in senso letterale, ma quello che possiede una certa attitudine alla lotta.
La seconda ragione è molto più personale. Mio figlio Marco, che adesso va per i sei, non è stato il primo figlio per il quale, in gravidanza, avevo scelto questo nome.


Leggendo “Note ad Albion” si nota una fitta serie di riferimenti, citazioni, anche delle tue stesse opere. Cosa ti ha spinta a fare questa scelta? Hai preso spunto da qualcuno?
Le citazioni credo siano un fatto comune. Forse è più rara la fissazione psicotica che porta un autore a far sconfinare una storia nell'altra. Al di fuori delle "serie", (quelle sequenze di libri dove ogni capitolo è autoconclusivo e si occupa di una coppia, per esempio) non credo sia diffusa la pratica di pensare che le singole storie avvengano in un solo universo narrativo. Io ammetto di farlo, chiamandolo, in modo molto sciocco, il Bianca-verso. 
Riccio Bertani de "L'ultima notte al mondo" in un capitolo centrale è oggetto delle avances di Elisa Hoffman, protagonista dell'inedito "Un altro giorno Ancora" e la stessa Elisa incrocia in un maneggio in Trentino un certo Greystone che è cugino di Erek Greystone di Albion. 
In tutti i romanzi che ho scritto c'è un personaggio con il doppio cognome ci sono i Torregiani Sezzi de "L'ultima notte al mondo", i Gilberti Sezzi di "Un altro giorno ancora " e ci sono i Ricciardi Sezzi in Albion. 
Ho dei ceppi "dinastici" che si spostano da un libro all'altro (i Visconti, i Draghi gli Altavilla i Vanvitelli), con personaggi principali e secondari. Tanti fili rossi che tengono insieme i tempi e i luoghi dell'immaginazione .Quindi nella mia testa sono tutti imparentati. E, sì, so che ho bisogno di un dottore. Uno bravo.

Mi raccomando, passate a leggere anche l'intervista di Angharad!

5 commenti:

  1. Che bellaaa questa intervista! Io amo Albion tu SAI! Amo i libri di Bianca e non vedo l'ora di leggere quelli ancora inediti (tranne per qualche estratto leggiucchiato qua e la su FB!). Adesso vado a leggere quella della tua socia! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SO e condivido l'amore! *^*
      Io anche non vedo l'ora, tutti quegli estratti mi hanno messo curiosità, ma soprattutto ogni libro di Bianca arriva al momento giusto e ha qualcosa da dirmi, da insegnarmi. La amo anche per questo straordinario tempismo che ha.

      Elimina
  2. Che io adori ogni cosa scritta da Bianca ormai lo sanno pure i muri. Le sue storie riescono sempre ad affascinarmi e scoprire i retroscena delle sue opere è sempre interessante :)
    L'idea del Bianca-verso in cui i personaggi sono in qualche modo collegati è meravigliosa. Mi ricorda molto i fumetti Marvel, adesso che ci penso.
    Le tue domande sono state molto interessanti, cara Yvaine :3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Annie! E' bello vedere come dei libri ci regalino le stesse emozioni e accomunino anche persone che non si conoscono, amo condividere le mie passioni con gli altri <3
      Sono felice che le mie domande ti siano piaciute, grazie! E sì, l'idea di collegare tutti i romanzi e fantastica, mi sono esaltata un sacco leggendo la risposta di Bianca. Insomma, vorremmo far parte tutti del Bianca-verso *^*

      Elimina
  3. grazie ancora ( e anche qui <3 ) ti abbraccio!

    RispondiElimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...